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Secondo Natale da sfollati nel centro Italia

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Questo contenuto è stato pubblicato il 22 dicembre 2017 - 13:10
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 22.12.2017)


Sarà il secondo Natale fuori casa, per molte famiglie colpite dal terremoto dello scorso anno nel centro Italia. Il TG della Radiotelevisione svizzera ci porta a Visso, piccolo comune delle Marche al confine con l'Umbria, dove le prime 40 'casette' sono state consegnate appena un mese fa.

Moltissime persone, dal giorno del sisma, vivono in stanze d’albergo, ospiti di parenti o amici, persino nelle roulotte. Di case prefabbricate promesse dallo Stato agli sfollati ne sono state consegnate poche.

Visso, borgo ricco di storia e abitato da 1200 anime, una mattina di fine ottobre 2016 fu sconvolto dalle scosse telluriche. Nessuna vittima, ma molti danni, ben visibili nel centro storico.

"Qui è tutto fermo”, spiega il vicesindaco Gian Luigi Spiganti. "Appena decideranno le disposizioni per ripartire, ripartiremo, ma per il centro storico penso che sarà lunga. Ci vorranno anni."

Cantieri e consegne a rilento

La maggior parte degli abitanti ha dovuto lasciare il Paese, e i coraggiosi rientrati nel frattempo si sono dovuti adattare.

"Questo era il camion con cui andavano a caricare ad agosto", spiega la commerciante Ambra Mattioli. "L’hanno fatto sistemare e abbiamo riaperto qui. È un quarto del negozio che avevamo, ma meglio di niente."

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Quanto alle casette di emergenza per gli sfollati, a Visso ne sono destinate 240, ma i cantieri e le consegne vanno a rilento.

"Il 25 novembre ci hanno consegnato le chiavi", racconta un’abitante, Gloria Sgriccia. "Siamo stati i fortunati che hanno avuto questo privilegio per primi, finalmente possiamo dire che siamo a casa, nel nostro paese".

Prima che sia troppo tardi

Il sindaco Giuliano Pazzaglini, con l’allungarsi dei tempi, teme lo spopolamento: molti cercheranno di rifarsi una vita altrove.

"Posso dire di essere stanco, sia fisicamente che mentalmente perché spesso me ne esco da incontri anche importanti con la sensazione che lavoriamo tanto per ottenere poco", dice.

"Il pensiero va soprattutto alle persone che sono ancora fuori, a chi è nelle roulotte per il secondo inverno consecutivo al freddo e al gelo", sottolinea Gloria. Ma per tutti, dentro e fuori, sarà il secondo Natale in emergenza.

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