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Viaggio nella Terra dei fuochi

Un pezzo di terra che continua a bruciare e memoria degli orrori della camorra. La denuncia di un parroco: "in Campania si continua a inquinare"

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 aprile 2016 - 10:54

È una delle grandi emergenze italiane ed è anche uno dei suoi più grandi scandali. Eppure da tempo ormai nessuno più ne parla: la Terra dei fuochi e ai suoi pericolosi rifiuti. Nonostante i proclami e le promesse della politica, le cose non cambiano. È quanto denuncia ad esempio Maurizio Patriciello, parroco del quartiere Parco Verde di Caivano, secondo il quale continuano a essere gettati clandestinamente rifiuti tossici mentre le autorità, oltre a non eseguire le bonifiche dei terreni contaminati, non effettuano i dovuti controlli.

Ma sul problema sono inquietanti anche le rivelazioni dei pentiti come Nunzio Perrella che ha svelato il patto tra politici, industrie e malavita per trasformare la Campania in una pattumiera e rendere il traffico illegale di rifiuti altamente inquinanti in un vero e proprio affare ai danni della salute degli ignari cittadini. E in definitiva, asserisce sempre Perrella, la Camorra non è quella che ha più responsabilità in questa triste faccenda.

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