Tre 007 egiziani condannati per l’omicidio di Giulio Regeni
Tre agenti dei servizi segreti egiziani sono stati condannati a Roma per il sequestro di Giulio Regeni, mentre un quarto imputato è stato assolto e per tutti è caduta l'accusa di omicidio.
Dieci anni è la condanna inflitta ai tre agenti dei servizi segreti egiziani accusati della morte di Giulio Regeni: il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – per il quale la procura aveva chiesto l’ergastolo – e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Il, quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è invece stato assolto.
I tre 007 egiziani sono stati condannati solo per il sequestro del dottorando italiano dell’Università di Cambridge, rapito al Cairo il 25 gennaio del 2016 e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. I giudici del tribunale di Roma hanno fatto cadere l’accusa di omicidio riconoscendo per i condannati l’accusa di sequestro di persona.
“È evidente che bisognerà leggere le motivazioni, ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise, saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi”. Lo ha detto l’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei familiari di Regeni dopo la sentenza.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 28 settembre 2026:
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