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Il governo italiano si divide sui migranti

Migranti a bordo della nave di Sea-Eye, in un'immagine scattata martedì. Image Rene Rossignaud/AP

"Accogliamo donne e bambini, c'è un limite a ogni politica del rigore". È quel che ha detto martedì, sulla questione dei 49 migranti bloccati a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye, il premier italiano Giuseppe Conte al programma tv 'Porta a porta'. Portando alla luce la spaccatura all'interno del governo sulla questione migratoria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 gennaio 2019 - 13:10
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 09.01.2019)

Il presidente del Consiglio ha dichiarato che se i porti italiani resteranno chiusi per le due imbarcazioni, bloccate da 18 giorni al largo di Malta, andrà lui stesso a recuperare i migranti. Un'affermazione cui il suo vice Matteo Salvini ha replicato pochi minuti dopo.

"Nessuno arriverà mai con il mio consenso o quello della Lega", ha detto Salvini in una diretta Facebook. "Se altri lo faranno se ne assumeranno la responsabilità", minacciando conseguenze serie per il governo.

300 migranti da ridistribuire

Lo scontro esplode nel giorno in cui la vicenda pareva avviarsi verso una soluzione. Trattative sono in corso a Bruxelles per ridistribuire in Europa i 49 migranti sulle navi delle due Ong ma anche altri 249 sbarcati autonomamente nei giorni scorsi a Malta. È la condizione posta da La Valletta per consentire l'approdo di Sea Watch e Sea Eye.

Germania e Francia sarebbero pronte ad accogliere 50 persone ciascuno, mentre Portogallo, Lussemburgo, Olanda e Romania ne prenderebbero complessivamente un'altra trentina.

Sull'Italia, invece, nulla è trapelato da Bruxelles. Le fonti hanno ribadito più volte di non volersi esprimere vista "la costante evoluzione della politica interna del paese". 

 

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In effetti, Palazzo Chigi mostrava la disponibilità ad accoglierne una quindicina. Ma il ministero dell'Interno ribadisce il suo no a ogni apertura.

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