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Referendum costituzionale, verso un trionfo del "sì"

La maggior parte degli italiani vuole un Parlamento più snello. Keystone / Angelo Carconi

Il referendum sulla riduzione dei parlamentari si dirige verso una grande vittoria del "sì", indicato sulla scheda da oltre il 60% dei votanti. Una vittoria politica per il Movimento 5 stelle.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2020 - 17:32

Secondo i risultati preliminari forniti dal Ministero dell'interno, ben oltre il 60% dei votanti si è espresso a favore della modifica costituzionale. La riduzione, una promessa elettorale del Movimento 5 Stelle (M5S), permetterà di abbassare il numero di Parlamentari in Italia da 945 a 600. Più precisamente, i deputati della Camera passeranno da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. 

La modifica era stata approvata dal Parlamento nell'ottobre del 2019 ed è stata sottoposta a referendum secondo le norme che regolano le modifiche della Costituzione. 

Quasi tutti i partiti rappresentati in Parlamento si erano schierati per il sì, ma il responso delle urne rappresenta una vittoria politica soprattutto per il M5S e, di riflesso, per il suo alleato di governo, il Partito Democratico, anche se in seno a quest'ultimo le voci contrarie erano più numerose.

Secondo il Movimento, la riduzione dei Parlamentari porterà l'Italia in linea con altri Paesi europei snellendo la macchina burocratica e permettendo risparmi milionari. Per gli oppositori si tratta di una misura lesiva per la democrazia. 

L'Italia, con i suoi 945 Parlamentari, è attualmente il Paese in Europa con il maggior numero di rappresentanti direttamente eletti dal popolo. La Germania, in seconda posizione, ne conta 709. 

Considerando invece anche il numero di parlamentari in termini assoluti, l'Italia scende in seconda posizione, dietro a Regno Unito (1'500) e Francia (925). La riduzione a 600 porta il Paese in sesta posizione, tra Spagna (616) e Polonia (560).

tvsvizzera.it/Zz/ansa/reuters

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