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Passaporto austriaco agli altoatesini, irritazione a Roma

Si profila un caso diplomatico sulla proposta di Vienna di concedere il passaporto austriaco agli altoatesini di lingua tedesca e ladina. Roma considera il progetto un atto ostile e una provocazione e non ha perso occasione per manifestare la propria irritazione.

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Il ministro degli Esteri Enzo Moavero a metà settembre ha infatti cancellato una visita a Vienna in vista di un vertice europeo che si è successivamente tenuto a Salisburgo. E alcuni esponenti politici hanno chiesto di revocare la cittadinanza italiana a coloro che otterranno il passaporto austriaco.

Da parte sua il cancelliere Sebastian Kurz, alleato con i nazionalisti austriaci, ha cercato di raffreddare le tensioni, assicurando che nel corso dell’iter parlamentare, che si preannuncia lungo, verrà coinvolta Roma.

Il doppio passaporto è riservato agli appartenenti al gruppo linguistico tedesco e ladino (a esclusione quindi degli italofoni anche se vantano ascendenti in Alto Adige ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico). La doppia cittadinanza sarà conferita dal Land Tirol, l’iscrizione nel registro elettorale per votare per il parlamento austriaco (Nationalrat) e quello europeo sarà sorteggiata tra i vari collegi. In base al paragrafo 4 della legge tributaria per ottenere la doppia cittadinanza bisognerà versare circa 660 euro (tariffa prevista 1’200 euro) con commissioni federali di circa 300 euro. Solo il cittadino sudtirolese che dimostrerà una residenza effettiva in Austria potrà svolgere servizio civile e beneficiare di prestazioni sociali.

A rinfocolare le polemiche contribuisce indubbiamente anche la campagna per le elezioni amministrative che si tengono nella regione autonoma a statuto speciale il prossimo 21 ottobre: alla Südtiroler Volkspartei, principale formazione della minoranza germanofona di ispirazione democristiana (analoga a quella del cancelliere austriaco) la proposta non dispiace affatto ma la circostanza che gli altoatesini italofoni siano discriminati non può certo far piacere al governo italiano.

Anche perché riapre vecchie ferite, che risalgono al risorgimento, passando per le tristi vicende del fascismo, che impose l’italianizzazione forzata di Bolzano e dintorni, e della seconda guerra mondiale.

Ma la questione crea contrapposizioni anche al di là del Brennero: i socialdemocratici hanno infatti convocato una riunione della commissione parlamentare degli esteri da tenersi questa settimana. Lo speciale gruppo di esperti ha infatti terminato i lavori un mese fa ma la bozza del progetto non sono ancora stati presentati in parlamento, anche se alcuni dettagli sono filtrati attraverso i media.

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