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Pro e contro l'apertura di Francesco sulle unioni civili

Keystone / Fabio Frustaci

Nuove incomprensioni nella Chiesa: a dividere questa volta è l'apertura del Papa sulle unioni civili per le coppie omosessuali. Da una parte i vescovi più vicini alla nuova Chiesa disegnata da Papa Bergoglio, dall'altra invece si ripete la condanna dei tradizionalisti che parlano di "confusione e disorientamento" dei cattolici. Anche la comunità Lgtb non nascone le proprie perplessità.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2020 - 09:05

Una delle persone più vicine a Papa Francesco, padre Antonio Spadaro, direttore de 'La Civiltà Cattolica', è intervenuto per chiarire che "il Papa parla di un diritto alla tutela legale di coppie omosessuali ma senza in nessun modo intaccare la Dottrina". Diritti e tutela della dignità della persona da una parte dunque, e dall'altra invece il matrimonio sul quale il pontefice ha infatti più volte ribadito che non può essere confuso con altri tipi di unione. Un dato che la comunità Lgtb contesta al Papa.

No comment dal Vaticano

Il Vaticano ha scelto di non commentare la notizia: nessuna nota dalla sala stampa e nessuna riga, in merito alle parole del Papa, sui media vaticani. È rimasto in sordina, sui portali della Santa Sede, anche l'evento di giovedì mattina che ha visto, nei Giardini Vaticani, l'assegnazione proprio al docu-film 'Francesco' (nel quale il Papa pronuncia le parole che hanno fatto il giro del mondo) e al suo regista Evgeny Afineevsky, del Premio Kinéo, assegnato a chi promuove temi sociali e umanitari.

Favorevoli e contrari

Tra i vescovi che hanno accolto a braccia aperte le parole del Papa c'è l'arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin: "Il nostro atteggiamento - ha detto mons. Martin in una intervista radiofonica - deve cambiare. Ci sono forti tendenze omofobe anche nei dirigenti della Chiesa. Il Papa apre le porte" ad un modo diverso di confrontarsi.

Sull'altro fronte gli ecclesiastici, ormai da tempo dichiaratamente nemici del Papa argentino, dal cardinale americano Raymond Burke, all'ex Nunzio in Usa, mons. Carlo Maria Viganò. Il card. Burke esprime "tristezza e preoccupazione" per "la confusione e l'errore che le parole del Papa causano tra i fedeli cattolici, così come lo scandalo che provocano, in generale, dando l'impressione del tutto falsa che la Chiesa cattolica abbia avuto un cambiamento di rotta, cioè che abbia cambiato il suo insegnamento". 

"Non occorre essere teologi o moralisti per sapere che tali affermazioni - sottolinea mons. Viganò che in passato è arrivato a chiedere le dimissioni del Papa - sono totalmente eterodosse e costituiscono un gravissimo motivo di scandalo per i fedeli. Queste parole costituiscono l'ennesima provocazione con cui la parte ultra-progressista della Gerarchia cerca di suscitare ad arte uno scisma".

Il nostro corrispondete da Roma ha invece avvicinato il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo:

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tvsvizzera.it/fra con RSI
 

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