Recovery plan Il fronte del porto genovese

Il porto di Genova

Tra i progetti, lo spostamento della diga attorno al porto di 500 metri: un’opera che permetterebbe alle grandi navi di attraccare e raddoppiare il traffico di container.

Keystone / Luca Zennaro

Il programma varato dall’Unione europea per aiutare gli Stati membri a compensare i danni causati dalla pandemia sta per partire. L'Italia è il maggior beneficiario del programma.

Oltre a un potenziamento di bilancio da 1'100 miliardi di euro, sul tavolo c’è Next Generation EU, un pacchetto di stimoli da 750 miliardi di euro di cui 390 a fondo perduto e 360 sotto forma di prestiti. Ogni paese dovrà presentare le proprie richieste entro il 30 aprile.

Ma per beneficiare degli aiuti Bruxelles ha fissato alcune condizioni. Tra queste: destinare almeno il 20 per cento dei fondi europei alla cosiddetta transizione digitale e non meno del 37 alla transizione verde. È quanto farà anche l’Italia, il maggiore beneficiario del programma: tra le opere in cantiere i collegamenti ferroviari e marittimi con il resto d’Europa.

Genova cerca il rilancio

Tappa fondamentale del grande corridoio europeo Reno-Alpi, che attraversando la Svizzera arriva fino a Rotterdam, Genova guarda a questi fondi europei per accelerare alcuni progetti cruciali per il suo sviluppo. Tra questi, lo spostamento della diga attorno al porto, un’opera che permetterebbe alle grandi navi di attraccare e raddoppiare il traffico di container.

Il progetto, però, costituisce solo un tassello, insieme alla galleria del Terzo Valico che entro il 2027 collegherà la città a Milano con l’altra velocità, e al potenziamento della tratta del Sempione.  “Un punto essenziale è che tutto questo deve essere fatto in contemporanea”, afferma Ugo Ballerini, sub commissario per la ricostruzione di Genova, mentre la città scommette di poter competere con i porti tedeschi e olandesi.


tvsvizzera.it/fra

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