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Reato di immigrazione clandestina "inutile e dannoso"

Il primo presidente della Cassazione Giovanni Cansio ansa

Per il primo presidente di Cassazione Giovanni Canzio sono più efficaci sanzioni amministrative come le espulsioni effettive degli irregolari

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2016 - 15:15

Il Governo Renzi tre settimane fa ci ha rinunciato ma i vertici della magistratura ribadiscono la necessità di depenalizzare il reato di immigrazione clandestina. Per il neo primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio "la risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa".

Nel discorso inaugurale dell'anno giudiziario l'alto magistrato ha precisato che "la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo - fino al più rigoroso provvedimento di espulsione - darebbe risultati concreti". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (ANM) Rodolfo Sabelli, secondo cui il reato di immigrazione clandestina "è un esempio di utilizzo di tipo simbolico del diritto penale.

Una riflessione che accomuna il mondo della giustizia e i rappresentanti delle forze dell'ordine ma che, nell'attuale fase in cui sono all'ordine del giorno notizie di reati commessi da profughi ospitati in Europa, la maggioranza non sembra incline a condividere. Il parlamento era disposto a revocare il perseguimento penale degli immigrati irregolari, introdotto nel 2009 dal governo di centro-destra, ma l'esecutivo lo scorso 10 gennaio aveva preferito soprassedere per la relativa impopolarità, in questo momento, del provvedimento. Ora, dopo le parole giunte dalla Cassazione, il ministro di Giustizia Andrea Orlando si è detto intenzionato a promuovere nuove regole in tema di immigrazione.

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