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Quel gran genio di Marconi

Guglielmo Marconi con la moglie Maria Cristina Bezzi-Scali (sposata nel 1927) in una foto non datata. Keystone / Str

A Guglielmo Marconi, Nobel per la fisica nel 1909, si deve lo sviluppo della telecomunicazione a distanza via onde radio: la telegrafia senza fili o radiotelegrafo. L’evoluzione della sua invenzione portò allo sviluppo della radio e della televisione e in generale di tutti i moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione che utilizzano le comunicazioni senza fili.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2020 - 10:47
Matteo Tacconi, RSI News

Sin da giovanissimo, Guglielmo Marconi Link esternoè affascinato dalla scienza ed è convinto che, da adulto, farà l’inventore. A Villa GriffoneLink esterno, l’elegante palazzo di famiglia alle porte di Bologna, Marconi inizia a cimentarsi con i primi esperimenti. L’obiettivo molto ambizioso che si dà è trasmettere segnali senza fili.

Nel 1895, a soli 21 anni, Marconi riesce nell’impresa: nasce la radiotelegrafia. Fa esperimenti, dapprima all’interno dell’abitazione, poi negli spazi aperti della campagna circostante, per affinare la grande scoperta. Poi, l’anno successivo, si reca in Inghilterra alla ricerca di fondi. Li ottiene, e amplia a dismisura, e in breve tempo, la distanza per la trasmissione dei segnali.

Nel giro di pochi anni, la telegrafia senza fili si rivelerà decisiva nel radio soccorso per la navi e nell’avvio delle prime trasmissioni radiofoniche, avvenuto cent’anni fa Link esternoesatti. Marconi fu uno dei fondatori della BBC. Pur non essendone l’inventore, la radio non sarebbe stata possibile senza le sue intuizioni. 

A Villa Griffone, situata nell’abitato di Sasso Marconi a pochi chilometri da Bologna, sorge un museo dedicato allo scienziato italiano. Barbara Valotti, la direttrice, ci ha raccontato i passaggi cardinali della sua missione scientifica.

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