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Lombardia e Veneto, 'sì' a maggiore autonomia

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Lombardia e Veneto hanno votato domenica a favore di una maggiore autonomia da Roma. Il sì è prevalso per il 95,3% nella prima regione e per il 98,1% nel nord-est. La partecipazione al referendum -che è il dato più importante, a fronte di un responso quasi scontato- si è attestata rispettivamente al 38,3% e 57,2%. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2017 - 08:05
tvsvizzera.it/ri con RSI (Info Notte, RSI News e RG del 22-23.10.2017)

Le due regioni italiane, a statuto ordinario, apriranno tra gennaio e febbraio le trattative con il governo centrale. Pur restando "nel quadro dell’unità nazionale", come recitava il quesito cui hanno risposto gli aventi diritto lombardi, potranno ottenere maggiori competenze (e quindi finanziamenti) in settori quali fiscalità ed educazione.

Alle urne erano chiamati circa 12 milioni di cittadini, di cui quasi 7,9 in Lombardia.

In Veneto, dove si è votato in maniera tradizionale, quattro ore prima della chiusura dei seggi era già stata superata l’affluenza del 50% necessaria perché la consultazione fosse ritenuta valida. In Lombardia, dove è stato sperimentato il voto elettronico (espresso su tablet, ma con la necessità di presentarsi ai seggi) non era previsto alcun quorum.

I lombardi hanno sperimentato il voto elettronico (in cabina). Scrutinatori allestiscono una postazione. Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.

Quale autonomia?

Le materie trasferibili alle Regioni sono 23, di cui 3 di competenza esclusiva dello Stato (giustizia di pace, istruzione e tutela dell'ambiente e dei beni culturali) e 20 concorrenti (dei quali lo Stato determina i principi fondamentali, non derogabili) tra cui spiccano il coordinamento della finanza pubblica e tributario.

Il referendum che si è tenuto in Lombardia e Veneto è puramente consultivo. Un’altra regione, l’Emilia-Romagna, ha intrapreso l'iter verso una maggiore autonomia previsto dalla CostituzioneLink esterno senza passare dalle urne.

Unica certezza è la trattativa

I presidenti delle due Regioni, i leghisti Roberto Maroni e Luca Zaia, hanno annunciato domenica sera che chiederanno di intavolare subito la discussione con lo Stato centrale. Le delegazioni prenderanno forma dopo un passaggio formale nei Consigli regionali.

I governatori hanno anticipato che tratteranno su tutte le competenze. Quanto lombardi e veneti riusciranno concretamente a ottenere, dipende dalle decisioni di Roma.

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