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Quarantena per chi rientra in Italia dall'estero

Il premier Conte durante la conferenza stampa sul nuovo Dpcm Keystone / Giuseppe Lami

Sulla scia degli ultimi dati non troppo incoraggianti – 993 decessi in 24 ore, il numero più alto dall'inizio della pandemia – il governo italiano inasprisce le misure di cui si parla da giorni per il periodo natalizio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 dicembre 2020 - 22:30
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 3.12.2020)

Ma il divieto di spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio contenuto nel nuovo Dpcm ha provocato le proteste dei governatori e frizioni nella maggioranza.

Tra gli altri provvedimenti del pacchetto figurano la quarantena di due settimane per chi va all'estero durante le vacanze di fine anno, il divieto di spostamento tra comuni nei giorni festivi (25 e 26 dicembre e il 1° gennaio) durante i quali però i ristoranti potranno restare aperti a pranzo, l'estensione dell'orario dei negozi fino alle 21 (ma chiusura dei centri commerciali nel weekend) la riapertura degli impianti sciistici e delle scuole superiori in presenza (al 75%) il 7 gennaio. Inoltre è previsto il coprifuoco dalle 22 alle 5, che sarà però prolungato alle 7 per Capodanno.

La corrispondenza da Roma del TG della RSI:

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"Abbiamo evitato il lockdown generalizzato ma ora non dobbiamo abbassare la guardia", ha detto in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte che ha insistito sulla necessità di "scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già a gennaio e non essere meno violenta della prima".

Le restrizioni alla mobilità non si applicano in caso di necessità, tra cui rientrano le ipotesi di assistenza alle persone non autosufficienti e rientro alla propria residenza o "dove si abita con continuità" (formula adottata per consentire il ricongiungimento delle coppie conviventi).

C'è delusione tra i governatori che non vedono accolte le loro proposte di apertura dei centri commerciali nel fine settimana, dei ristoranti la sera e delle piste da sci.

Ma il divieto di ricongiungimento familiare nei giorni festivi è osteggiato anche da una fronda del Pd, vicina all'ex premier Matteo Renzi e dall'opposizione, in particolare dalla Lega che denuncia la mancata considerazione delle realtà dei piccoli comuni dove dovrebbero essere consentiti i movimenti.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 3.12.2020)

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