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La Val Seriana pronta a ripartire dopo il coronavirus

Nembr un paese di meno di 12'000 cittadini all’imbocco della vallata, è stato uno degli epicentri dell’epidemia. Keystone / Stefano Cavicchi

La comunità d Nembro, tra le più copite dal Covid-19 che si è portato via un'intera generazione di anziani, punta sulla solidarietà ritrovata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2020 - 16:55
A. Balduzzi, S. Benazzo, M. Carbone, RSI News

La Val Seriana, in provincia di Bergamo, è stata tra le aree in Europa più colpite dal coronavirus. Secondo le statisticheLink esterno, nel periodo tra il 20 febbraio e il 31 marzo 2020 il tasso di mortalità in quest’area è stato in media cinque volte superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Un’intera generazione di anziani è stata uccisa dal virus, lasciando questa vallata alpina più povera in termini di salute, tessuto economico e capitale umano.

NembroLink esterno, paese di meno di 12'000 anime all’imbocco della vallata, è stato uno degli epicentri dell’epidemia, che nell’area ha portato con sé morti e il cordoglio di un’intera comunità. Ora che l’emergenza pare passata questa stessa comunità si è riscoperta più coesa, unita da un trauma collettivo e da un rinnovato senso di appartenenza.

Tra le sfide che aspettano il futuro della valle figurano proprio il mantenimento dei riscoperti vincoli di solidarietà, tanto più preziosi ora che l’economia locale - fortemente interconnessa alle filiere internazionali - è in attesa di una ripresa globale. Nell’auspicata riapertura al mondo tante le speranze riposte anche nel miglioramento della collaborazione tra i differenti livelli di governo, rivelatasi insufficiente davanti a una crisi senza precedenti.

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