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La storia di Dilshan, imprenditore milanese a dispetto del nome

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Questo contenuto è stato pubblicato il 20 settembre 2019 - 09:00
Sara Manisera e Arianna Pagani (Rsionline)

Titolare dell'impresa di pulizia e traslochi fondata da suo padre, Dilshan Gunawardene vive e lavora nel capoluogo lombardo dall'età di due anni.

“Un dipendente felice è un dipendente che lavora bene”. È così che Dilshan Gunawardene presenta la sua azienda, la Lucky ServiceLink esterno, leader nel settore delle pulizie e dei traslochi a Milano. Venti dipendenti, italiani e stranieri, e una squadra di giovani lavoratori.

Dilshan Gunawardene è un imprenditore trentenne italiano, nato a Colombo, capitale dello Sri Lanka, ma vive a Milano da quando ne aveva due. A fondare l’azienda, alla fine degli anni Settanta, è stato suo padre, dopo aver lavorato come domestico e lavapiatti. E dopo aver fatto un lungo viaggio, iniziato in Sri Lanka che lo ha portato anche in carcere in Pakistan. «Questo è stato un traguardo importante », dice Dilshan indicando la foto della cerimonia di ottenimento della cittadinanza italiana. «Mio padre è stato uno dei primi della comunità a prenderla ed è stata una grande soddisfazione», racconta.

Oggi la sua famiglia è tornata nello Sri Lanka e l’unico a continuare l’azienda è Dilshan insieme a un socio ed ex compagno di scuola, Alessandro Milan. Dilshan è un ragazzo brillante e solare che non si lascia scoraggiare neanche di fronte alle difficoltà. Tasse, burocrazia e anche il razzismo. «Quando ti ferma la polizia automaticamente solo per il colore della pelle e legge il mio nome, io sono catalogato come straniero. No, non è così. Mi devo chiamare per forza Giancarlo Esposito? Posso chiamarmi Dilshan Gunawardene ed essere italiano».

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