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Milano, 40 famiglie pronte ad accogliere rifugiati

Si sono rese disponibili a ospitare per un rimborso massimo di 400 euro al mese; un'iniziativa sperimentale della giunta Pisapia

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 gennaio 2016 - 21:13

Milano, sono 40 le famiglie che si sono rese disponibili ad accogliere in casa rifugiati e richiedenti l'asilo, in cambio di (massimo) 400 euro al mese. Un'iniziativa sperimentale della giunta Pisapia volta a trovare strutture alternative per l'accoglienza dei profughi, che però non piace alla destra e lascia perplesse le associazioni di volontariato.

Abbattere i costi dell'accoglienza. Cercare modelli alternativi. La Giunta di sinistra a Milano gioca la carta della solidarietà privata. Lo dice l'Assessore alle politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino a Repubblica TV.

Il bando è scaduto lo scorso 15 gennaio, si sono annunciate 40 famiglie: 350 euro al mese per chi accoglie un rifugiato, 400 per più di uno. Tutti presi da un fondo nazionale.

Il risparmio rispetto ai centri di accoglienza pubblici è netto: 11 euro al giorno per persona, contro i 35 che lo Stato spende nelle sue strutture.

La proposta fa discutere nelle strade e nei palazzi, dove ha scatenato aspre polemiche nella destra, che è all'opposizione in Comune e al governo in Regione.

Scettiche le associazioni di volontari che quotidianemente si occupano di migranti [cfr. video].

Dopo una due giorni di sensibilizzazione, le prime famiglie cominceranno a ospitare i rifugiati tra qualche mese. Intanto le polemiche hanno dato al progetto sperimentale molta visibilità.

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