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Condannati in Italia nove ‘ndranghetisti estradati

Immagine in bianco e nero e di bassa definizione, come quelle da videosorvglianza, mosrta uomini attorno a un tavolo
Un fotogramma del video diffuso allora dai Carabinieri. Keystone

Il Tribunale collegiale di Locri, Reggio Calabria, ha condannato martedì in primo grado nove persone affiliate alla cellula 'ndranghetista sgominata tre anni fa nel canton Turgovia, la cosiddetta 'società di Frauenfeld'. Arrestati in Svizzera nel 2016 e poi estradati in Italia, sono stati riconosciuti colpevoli di partecipazione ad associazione di stampo mafioso. Le pene vanno da 10 a 13 anni di reclusione.

Come riportano i media italiani, la Corte ha accolto l’impianto accusatorio sostenuto dal procuratore antimafia Francesco Tedesco. 

Il pubblico ministero ha richiesto pene di 17 e 20 anni per i due principali imputati, condannati entrambi a 13 anni di prigione. Un decimo imputato è invece stato assolto, come invocato dallo stesso pm.

Nessun processo per due svizzeri

L’esistenza di questo ‘locale’ nel nord della Svizzera era stata svelata da un video girato nell’ambito dell’inchiesta ‘Helvetia’, avviata nel 2012, diffuso dai carabinieri. Documentava una riunione in una bocciofila vicino al capoluogo del canton Turgovia.

Due dei partecipanti alla riunione non hanno potuto essere estradati in Italia perché di cittadinanza elvetica. Nella Confederazione non sono processabili poiché non vi hanno commesso alcun reato.

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Le indagini avrebbero dimostrato l’esistenza e l’operatività, fin dagli anni Settanta, della ‘società di Frauenfeld’, della quale sono stati individuati gli associati, i ruoli e le cariche, ed è stata verificata la dipendenza dal crimine organizzato calabrese.

Dodici arrestati in tutto

L’8 marzo 2016, in seguito a una rogatoria della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, la polizia cantonale turgoviese aveva arrestato 12 cittadini italiani. 

Due di essi non avevano fatto ricorso contro l’estradizione ed erano stati consegnati alle autorità italiane cinque mesi più tardi (sono già stati condannati in appello a 10 e 8 anni di carcere). Per altri nove si è dovuto aspettare una sentenza del Tribunale federale dell’ottobre 2017.

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