L’editoria italiana perde Ulrico Carlo Hoepli
È morto a 89 anni Ulrico Carlo Hoepli, figura centrale dell’editoria italiana, ricordato per aver guidato la storica casa editrice tra tradizione e innovazione fino agli ultimi sviluppi segnati da tensioni familiari.
Milano dice addio a Ulrico Carlo Hoepli, quarta generazione alla guida dell’omonima casa editrice e libreria, scomparso a 89 anni. La notizia giunge a due mesi dalla decisione di liquidazione volontaria della Hoepli e a pochi giorni dalla chiusura della storica libreria milanese, situata a due passi da piazza Scala.
Nato nel 1935, Ulrico Carlo Hoepli ha dedicato gran parte della sua vita all’impresa di famiglia, fondata nel 1870 dal suo omonimo Ulrico Hoepli. Sotto la sua guida, l’azienda ha mantenuto la sua vocazione originaria, incentrata sulla formazione tecnica, universitaria e professionale. La sua visione lungimirante è stata riconosciuta anche a livello internazionale, culminata con la nomina a presidente della Federazione Editori Europei (FEP) nel 1998. In un’intervista a Swissinfo nel 2011, aveva sottolineato l’importanza della scelta del fondatore di stabilirsi a Milano, città che ha permesso all’editoria in lingua italiana di prosperare.
La gestione della casa editrice è poi passata alla quinta generazione, ai figli Giovanni, Matteo e Barbara. Tuttavia, recenti divergenze di opinione all’interno della famiglia, in particolare con il cugino Giovanni Nava, contrario alla chiusura della società, hanno segnato gli ultimi capitoli della storia Hoepli.
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Un pioniere dell’innovazione editoriale
Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Associazione italiana editori (AIE), ha ricordato Ulrico Carlo Hoepli come un “editore e libraio illuminato”, una “figura guida importantissima” per l’editoria e per la città di Milano. Cipolletta ha evidenziato il suo ruolo di riferimento per l’intero settore, non solo come presidente della FEP, ma anche per le sue cariche di tesoriere, consigliere e proboviro all’interno dell’AIE.
Hoepli si è distinto per la sua competenza e apertura verso l’innovazione tecnologica. È stato, infatti, uno dei principali sostenitori dell’introduzione del codice ISBN, una pietra miliare che ha gettato le basi per tutte le successive evoluzioni tecnologiche che oggi permettono di consultare e acquistare qualsiasi libro in catalogo con estrema facilità.
Con la sua scomparsa, l’Italia, Milano e l’intero mondo editoriale perdono un protagonista che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, lasciando un’eredità duratura nel panorama culturale del Paese.
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