Le Paralimpiadi si aprono a Verona tra celebrazioni e polemiche internazionali
L'avvio delle Paralimpiadi Invernali è caratterizzato da tensioni politiche e dal boicottaggio della cerimonia inaugurale da parte di numerosi Paesi, in protesta contro la controversa decisione di riammettere gli atleti russi e bielorussi con le loro bandiere nazionali.
Le Paralimpiadi invernali, giunte quest’anno al loro 50° anniversario, prenderanno il via venerdì sera con la cerimonia di apertura all’Arena di Verona. L’evento segna un simbolico ritorno nel luogo che solo due settimane fa ha ospitato la chiusura delle Olimpiadi Invernali, ma l’atmosfera è già carica di tensioni e decisioni controverse che rischiano di offuscare le celebrazioni.
Una delle prime novità, e non senza implicazioni, riguarda la sfilata inaugurale: a guidare le delegazioni non saranno gli atleti portabandiera, bensì dei volontari. Una decisione, quella del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), ufficialmente motivata da “ragioni logistiche”, legate alla distanza tra Verona e i siti di gara di Milano Cortina e Tesero, che peserebbe sugli atleti, molti dei quali impegnati nelle competizioni già da sabato mattina.
Diversi Paesi boicottano la cerimonia
Tuttavia, dietro le giustificazioni ufficiali, emergono motivazioni politiche che l’organizzazione ha tentato di gestire fino all’ultimo. Diversi Paesi hanno infatti già annunciato il boicottaggio della cerimonia in segno di protesta: Francia, Canada, Regno Unito, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca e la Polonia.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 6 marzo 2026:
La ragione principale? La controversa decisione dell’IPC di riammettere atleti e atlete russi e bielorussi nelle competizioni con tanto di inni e bandiere nazionali. Questa mossa interrompe un bando che durava dal 2014 e che, fino alle Olimpiadi appena concluse, aveva permesso alle atlete e agli atleti di questi due Paesi di gareggiare senza bandiera.
La reazione internazionale non si è fatta attendere. Esther Vergeer, capo missione dei Paesi Bassi, ha espresso profondo disappunto: “È semplicemente un peccato che il voto abbia portato la maggioranza a credere che la Russia dovrebbe poter partecipare di nuovo ai Giochi come membro a pieno titolo. Noi, e molti altri Paesi, abbiamo votato contro.”
Ancor più dura la posizione di Łukasz Szeliga, presidente del Comitato Paralimpico Polacco: “Abbiamo deciso in questo modo di sostenere gli atleti ucraini. Di fatto, l’intera Europa ha votato contro. Purtroppo, l’Europa non ha una voce significativa in questo organismo globale, nonostante oltre il 50% degli atleti paralimpici e degli atleti medagliati siano europei.” Le sue parole sottolineano una profonda spaccatura all’interno del movimento paralimpico internazionale, con l’Europa che si sente sottorappresentata nelle decisioni cruciali.
Nonostante le polemiche, la speranza è che l’entusiasmo degli oltre 600 sportivi e sportive che parteciperanno ai giochi non venga spento da queste tensioni politiche. Le Paralimpiadi, nate per celebrare la forza e la resilienza dello spirito umano, si trovano ancora una volta a navigare tra le sfide dello sport e quelle della geopolitica.
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