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Braccianti stranieri in sciopero a Foggia

La proteste segue la morte di 16 braccianti africani morti in due incidenti stradali. Keystone

I braccianti agricoli stranieri impiegati nel Foggiano, perlopiù africani, hanno scioperato mercoledì in omaggio ai 16 lavoratori dei campi morti in due incidenti stradali negli scorsi giorni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 agosto 2018 - 20:50
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 08.08.2018)

Per i sindacati, sono da considerare morti sul lavoro. Le due tragedie non solo hanno riaperto una finestra su un settore dove i diritti dei lavoratori sono inesistenti o quasi, ma anche riacceso la polemica sull'inefficacia della legge per contrastare caporalato e lavoro nero.

"12 ore per 20 euro"

"Nel furgone, a volte ci sono 20 persone", racconta GassamaLink esterno, senegalese che da tre anni vive nel ghetto di Mezzanone, mezz'ora da Foggia. "Per 12 ore, si può guadagnare 20 euro, 25, o 30 euro però il lavoro è molto".

Gran parte del suo "salario", peraltro, se ne va in "spese": il caporale, l'autista del furgone, la ricarica della batteria del cellulare (50 centesimi) quando manca l'elettricità.

Tutto per vivere in baracche sperdute nella campagna, senz'acqua né servizi igienici.

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Dal cimitero di Foggia è partita la manifestazione (organizzata con i pullman dei sindacati) per i diritti sociali negati e contro una legge introdotta nel 2016 che sì prevede sanzioni contro le imprese che ricorrono ai caporali, ma che evidentemente non ha funzionato.

"La regione Puglia ha persino messo a disposizione delle imprese danaro per organizzare il trasporto in modo alternativo ai caporali", dice il governatore regionale Michele Emiliano. 

"Ma non ci siamo ancora riusciti perché le imprese hanno paura di accedere a questa possibilità, per il timore di non trovare lavoratori, che il racket glieli sottragga".

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