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Lavoratori dello spettacolo occupano il Globe Theatre di Roma

Franceschini davanti al Globe Theatre. Keystone / Ansa/massimo Percossi


Un gruppo di lavoratori dello spettacolo occupa da mercoledì il Globe Theatre a Villa Borghese a Roma. Chiedono più tutele per i lavoratori, anche economiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 aprile 2021 - 21:48

Sono circa una sessantina i membri (tutti 'tamponati') di una rete composta da collettivi di lavoratori dello spettacolo e della cultura che occupano il  Globe Theatre a Roma, il teatro elisabettiano nel cuore della Capitale creato grazie a Gigi Proietti.

Un gesto "forte, di rabbia che siamo stati costretti a fare per rimettere al centro dell'attenzione, dopo un anno in cui ci siamo trovati contro un muro di gomma,  i lavoratori di questo settore, ma non solo", spiega in conferenza stampa David, uno dei rappresentanti dell'Occupazione.

"Non chiediamo le riaperture subito. Dobbiamo cambiare radicalmente il settore, per ripartire tutti in sicurezza con una riforma che dia a tutti più tutele anche economiche. Serve un reddito che ci liberi da precarietà e sfruttamento che troppo spesso si subiscono nei luoghi di lavoro".

Si è scelto di occupare il Globe "perché ha un fortissimo legame con la città: è un posto che amiamo e vogliamo tutelare - aggiunge - un luogo pubblico della cultura. E pensiamo che in questa fase soprattutto le istituzioni pubbliche debbano stare vicino ai lavoratori". È necessario "un tavolo con più di un ministero" sottolinea un'altra rappresentante.

Fra i temi del dialogo "ci deve essere il reddito di continuità, necessario per non essere precari e ricattati a vita. Un provvedimento  che vorremmo poi fosse esteso a tutte le categorie precarie di lavoratori anche attraverso un reddito universale". Quindi "facciamo innanzitutto appello ai ministri Franceschini e Orlando: chiediamo che vengano a confrontarsi con noi. Non siamo solo a Roma, siamo a Milano al Piccolo, al Mercadante di Napoli e presto in altri teatri. Da parte dei ministri venire sarebbe un primo passo importante".

La risposta del ministro Franceschini

Giacca a vento e mascherina, il ministro della cultura Franceschini si è presentato a sorpresa giovedì pomeriggio, dopo il Question time alla Camera, nel Globe Theatre per parlare con i ragazzi e gli artisti che animano la protesta. E ha preso il microfono per ribadire la sua vicinanza ai lavoratori dello spettacolo: "Posso riuscire a fare questo lavoro più o meno bene, ma ho il dovere di rappresentare il vostro mondo. È quello che ho cercato di fare dall'inizio della pandemia, quando è arrivata questa bufera che ha travolto tante categorie e in modo particolare la cultura".

"Abbiamo cercato di intervenire con provvedimenti d'urgenza -,  ha detto il ministro parlando a braccio - e per la prima volta in un settore che non li aveva sono arrivati gli ammortizzatori sociali. Questo lavoro si può migliorare e io sto continuando a insistere perché anche nel decreto Sostegni questi interventi continuino per i luoghi che restano chiusi o che potranno riaprire in maniera parziale".

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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