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La truffa dell’olio extravergine

La magistratura di Torino: "Olio di qualità inferiore"; nel mirino pure famosi marchi italiani distribuiti anche in Svizzera

Il pubblico ministero Raffaele Guariniello, della procura di Torino, ha contestato il reato di frode in commercio a sette aziende che hanno venduto come extravergine olio di oliva che non lo era. Nel mirino della magistratura sono finiti anche famosi marchi italiani che hanno proposto agli acquirenti un prodotto meno pregiato ma a prezzi superiori anche del 30/40%.

La frode è stata documentata dai laboratori delle agenzie delle dogane, che hanno esaminato campioni prelevati dai carabinieri in diversi supermercati del capoluogo piemontese.

L’indagine è partita dopo la segnalazione di una testata giornalistica specializzata, “Il Test”. “Non è un problema di salute – spiega il direttore del periodico, Riccardo Quintilli – ma di correttezza nei confronti dei consumatori. Oltre che di prezzo”. “Il 2014 – ricorda Quintili – è stato un anno orribile per la produzione di olio”. Nell’articolo del maggio 2015, spiega il direttore, “siamo andati a vedere anche se qualche azienda aveva ceduto alla tentazione di comperarlo da altre parti. Ben 9 delle 20 bottiglie esaminate dal laboratorio di Roma delle Dogane sono state bocciate”.

La Coldiretti, intanto, denuncia il rischio di frodi “favorito dal record di importazioni: nel 2014 sono arrivate dall’estero 666 mila tonnellate di olio e sansa, più del 38% rispetto al 2013”.

ANSA/M.Ang.

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