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Fase 2, l’Alto Adige accelera e sfida Roma

Il ministro per gli Affari regionali Boccia, a Montecitorio con il premier Conte (sinistra) e il collega Amendola (sinistra)
Il ministro per gli Affari regionali Boccia, a Montecitorio con il premier Conte (sinistra) e il collega Amendola (sinistra), ha fatto sapere che Roma impugnerà la legge di Bolzano. Keystone / Maurizio Brambatti

Nella notte il Consiglio provinciale dell'Alto Adige ha dato avvio alla Fase 2 che scatterà gradualmente, a partire dalla pubblicazione della legge sul Bollettino ufficiale (potrebbe avvenire nelle prossime ore).

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Questo significa che nella provincia autonoma, una volta che saranno espletate le formalità di rito, riprenderanno immediatamente le attività economiche (commerciali, industriali e artigianali).

Da lunedì 11 maggio poi riapriranno parrucchieri, centri estetici, bar e ristoranti, musei e biblioteche, nel rispetto delle norme igieniche e di distanziamento sociale in vigore.

Seguiranno il 18 maggio scuole dell’infanzia ed elementari che svolgeranno le attività didattiche per mezza giornata e a organici ridotti mentre una settimana dopo, il 25 maggio, riapriranno gli alberghi e gli impianti turistici. Inoltre, gli spostamenti all’interno della regione (compreso quindi il Trentino) saranno liberi mentre per quelli verso il resto dell’Italia si applicano le regole nazionali che richiedono specifiche motivazioni (lavoro, necessità e salute).

Lo stesso vale per le Università e gli eventi sportivi che sono soggetti alle disposizioni dello Stato. La legge provinciale prevede anche la possibilità di attraversare i confini con Svizzera e Austria qualora i due paesi lo consentiranno.

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La maggioranza, guidata dalla Südtiroler Volkspartei, ha giustificato il provvedimento nell’ambito delle prerogative derivanti dal suo statuto di autonomia riconosciuto dalla Costituzione italiana.

Ma il governo, per bocca del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, che aveva chiesto a Bolzano di attendere il 18 maggio per valutare l’evoluzione della pandemia, ha già fatto sapere che impugnerà la decisione. L’apertura di alcune attività commerciali, ha sottolineato il ministro, avviene in assenza delle linee guida sul lavoro. Intanto però anche i presidenti Massimliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Giovanni Toti (Liguria) e Luca Zaia (Veneto), hanno detto di essere pronti ad aprire tutto l’11 di maggio.

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