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Campione d'Italia, indagini concluse

La Procura della Repubblica di Como, con il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ha notificato a 18 persone e alla società Casinò di Campione Spa un avviso di conclusione delle indagini preliminari. I reati contestati coprono un arco temporale dal 2013 al 2018 e riguardano la gestione del Comune di Campione d'Italia e della società, dichiarata fallita a seguito del dissesto del Comune. Indagati anche due ex sindaci.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 maggio 2020 - 14:50
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 26.05.2020)
Una prospettiva meno nota del Casinò di Campione, in un'immagine d'archivio. Keystone / Karl Mathis

Sulla gestione comunale, con riferimento a due distinte amministrazioni, la notaLink esterno della Gdf precisa che "si contestano la rinuncia a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d'Italia nei confronti della casa da gioco; la modifica, svantaggiosa per il Comune", della convenzione siglata nel dicembre 2014 con la società di gestione, nonché "l'ulteriore aggravamento del dissesto del Comune facendo ricorso ad anticipi di tesoreria".

L'abuso in atti di ufficio è contestato, a vario titolo, al sindaco in carica fino a giugno 2017, al vicesindaco in carica da febbraio 2014, al segretario del Comune fino a settembre 2017 e al capo Area economico-finanziaria di ruolo fino a dicembre 2018.

Tra i reati ascritti, viene indicata anche un'indebita destinazione di emolumenti per oltre 4 milioni di franchi, finiti in 'indennità' aggiuntive alle retribuzioni. 

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La Gdf segnala infatti alla Procura della Repubblica di Como il reato di falsità ideologica in atti pubblici nei confronti di vari esponenti dell'amministrazione comunale, tra cui due sindaci nel periodo 2013-2018, nonché dirigenti, funzionari, membri dei revisori, contabili.


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