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Fisco, indagine sul Credit Suisse a Milano

Secondo l'Espresso la banca avrebbe orchestrato il trasferimento all'estero di 14 miliardi di euro. Spunta una guida interna per eludere i controlli

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2016 - 20:50

Tutto è iniziato da una perquisizione a sorpresa effettuata alla sede del Credit Suisse in pieno centro a Milano dalla Guardia di Finanza. Dai documenti sequestrati gli inquirenti avrebbero ricostruito una maxi evasione orchestrata dall'istituto di credito elvetico a favore di 13'000 clienti italiani e una guida dettagliata per i funzionari atta a eludere le indagini delle autorità.

Le istruzioni prevedevano per i soggetti interessati di non usare telefoni o computer aziendali, di non portare documenti collegabili con la banca, di non restare per più di tre giorni nello stesso hotel e, in caso di controllo, di non telefonare all'istituto.

Rilevanti le cifre rivelate dal settimanale l'Espresso: il Credit Suisse avrebbe infatti aiutato i suoi correntisti lombardi a trasferire all'estero 14 miliardi di euro, di cui 8 in conti anonimi alle Bahamas, con polizze assicurative fittizie. Sull'indagine per violazione delle norme internazionali sul riciclaggio che sta avviandosi alla conclusione - condotta dai magistrati milanesi, tra i quali figura il procuratore aggiunto Francesco Greco - l'istituto bancario svizzero ha sostenuto la sua completa estraneità, dando mandato a un pool di noti avvocati di tutelare i suoi interessi.

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