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Fermato imam somalo, progettava attentato a Roma

Un richiedente asilo somalo diceva di volersi far saltare alla Stazione Termini

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 marzo 2016 - 16:08

La Digos di Campobasso ha fermato questa mattina un imam somalo nel centro di accoglienza di Campomarino (Campobasso) per terrorismo. La procura locale ritiene che il 22enne, fermato mentre si apprestava verosimilmente a lasciare la struttura, stava progettando un attentato a Roma. Bisogna "attrezzarsi e farsi saltare in aria, che è la via più semplice", ha detto l'indagato secondo quanto risulta dalle intercettazioni ambientali.

"La guerra continua, Charlie Hebdo era solo il precedente di quello che sta succedendo adesso", ha continuato il sedicente profugo che ha aggiunto: "Cominciamo dalla stessa Italia, andiamo a Roma e cominciamo dalla stazione". Inoltre con gli ospiti del centro di accoglienza l'imam inneggiava ai movimenti jihadisti di Isis, al Qaida e al Shabaad, in un'azione "intensa e veemente di proselitismo" contro l'Occidente, secondo le parole del procuratore capo di Campobasso Armando D'Alterio.

Il giovane africano si era imposto all'interno della struttura per le sue posizioni radicali ed estremiste ma dalle indagini condotte negli ultimi due mesi non risulta che oltre all'attività di mobilitazione avesse un piano operativo per compiere un attentato, né che disponesse del materiale e delle necessarie competenze per entrare in azione. Il fermo è comunque scattato dal momento che al presunto jihadista era stato negato lo status di rifugiato e gli inquirenti, vista la sua pericolosità, temevano che avrebbe fatto perdere le sue tracce una volta abbandonato il centro di accoglienza.

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