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Felice Besostri: Italicum come il Porcellum, da abrogare

Nel 2013, un suo ricorso contribuì ad affossare la legge elettorale; ora l'avvocato italo-svizzero si scaglia contro la riforma di cui Renzi va più fiero

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 novembre 2015 - 13:37

A due anni dal Porcellum, Felice Carlo Besostri torna alla carica: con una raffica di ricorsi si scaglia contro la riforma di cui Renzi va più fiero: l'Italicum.

Ex senatore in Italia, già candidato al Consiglio Nazionale in Svizzera, Besostri nel 2013 contribuì ad affossare la legge elettorale italiana. Un anno e mezzo più tardi, frutto d'un compromesso tra Renzi e Berlusconi, arrivò quella nuova.

Ma secondo l'avvocato in pensione, cittadino italo-svizzero, i vizi rimangono: l'Italicum sarebbe da abrogare perché incostituzionale.

Forza Italia lo corteggia, la minoranza del PD lo appoggia, il Movimento 5 stelle vorrebbe Felice Besostri addirittura alla Corte costituzionale. La sua battaglia è appena cominciata. Dopo l'Italicum, annuncia, impallinerà anche la riforma del Senato.

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