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Esselunga perde il suo fondatore

È morto Bernardo Caprotti, epiche le sue battaglie con le cooperative e i suoi eredi

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2016 - 21:28

Con la morte di Bernardo Caprotti, a pochi giorni dal suo 91esimo compleanno, scompare una delle figure di primo piano dell'imprenditoria italiana. Personaggio poco loquace ma sicuramente sopra le righe, il fondatore di Esselunga ha costruito un impero nella grande distribuzione, arrivando proprio recentemente a scalzare la Coop al primo posto nelle vendite in Italia.

Partito dal nord dopo aver studiato il modello americano, Caprotti ha condotto una feroce battaglia contro la lega delle cooperative, da lui accusata di frenare la penetrazione della Esselunga nell'Italia centrale con appoggi anche politici. Una storia riportata nel libro "Falce e carrello" che gli costò una condanna per diffamazione.

Vinse invece la battaglia legale contro i figli che aveva estromesso dalla guida del gruppo poiché non li riteneva all'altezza del compito. È dei giorni scorsi la notizia delle trattative della vendita della Esselunga a un importante gruppo estero.

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