Durante l'epidemia Ancora più peso sulle spalle dei corrieri

In Italia, durante l'epidemia e la quarantena obbligata, molti si sono rivolti al commercio online e dunque ai corrieri. Lavoratori spesso precari e sottopagati che ormai portano sulle spalle non solo il peso dei pacchi, ma anche quello di parte dell'economia. 

Piazza vuota eccetto correre in bicicletta

Linfa vitale del commercio, i corrieri in questo periodo si sentono spesso discriminati.

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"Sono davvero degli eroi e pretendo un grazie per loro". Sono le parole di Costanza Lanari, che sul web si è fatta portavoce dei corrieri. Parlando ai microfoni della Radiotelevisione svizzera (vedi servizio in fondo all'articolo), non esita a definire "una grave emergenza" la situazione lavorativa di queste persone durante l'epidemia di coronavirus. 

Con molti negozi chiusi, la gente costretta in casa si rivolge sempre di più al commercio online e dunque ai corrieri. Il loro carico di lavoro, già non indifferente in un periodo normale, è ora ancora più grande. Ma le condizioni nelle quali devono svolgere la loro attività sono drasticamente diminuite.

"Questi ragazzi in 10 ore di lavoro non hanno più la possibilità di prendere una pausa caffè, di andare in bagno, di lavarsi le mani come dovrebbero", racconta Costanza Lanari. "Molti hanno paura. Più di essere potenziali untori che di essere contagiati". E nonostante prendano le precauzioni necessarie per non rischiare di essere vettori di trasmissione, spesso si sentono discriminati. 

Costanza Lanari chiede quindi più sensibilità. "Un bene di prima necessità", dice, "non è certo un nuovo paio di scarpe".


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