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Rifiuti illleciti, indagine milanese tocca anche la Svizzera

Una persona residente in Ticino, ora ai domiciliari, avrebbe preso parte a un giro illecito di circa 5'000 metri cubi di rifiuti speciali. RSI-SWI

Arriva fino in Ticino, al Pian Scairolo, l'onda lunga dell'inchiesta su un traffico illecito di rifiuti smantellato dall'antimafia di Milano.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 novembre 2020 - 20:04
Francesco Lepori, RSI News

In Italia le indagini toccano e si estendono su quattro regioni del Nord, con ramificazioni fino in Bulgaria. Le cifre: ventiquattro tonnellate di materiale sequestrato, assieme ad aziende, capannoni, automezzi. Beni per circa sei milioni di euro.

L’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano nei giorni scorsi ha portato all’arresto di 16 persone. Tra queste – si è appreso oggi – un 57enne italiano residente a Mesocco, nel cantone Grigioni, per il quale è stata disposta la misura dei domiciliari. Il suo nome compare nel primo filone della maxi-indagine; quello legato a un impianto milanese per lo smaltimento dei rifiuti.

L’uomo risulta amministratore unico di una società con sede sul Pian Scairolo, vicno a Lugano, che avrebbe utilizzato per entrare nell’affare agli inizi del 2018. Secondo gli inquirenti avrebbe preso parte a un giro di circa 5'000 metri cubi di rifiuti speciali, pericolosi e non, di cui più di 4'000 sarebbero stati abbandonati in un impianto senza essere sottoposti ad alcun trattamento e attività di recupero.  I rifiuti restanti sarebbero invece stati trasferiti poco distante, in una discarica abusiva.

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