proteste contro le restrizioni Covid, guerriglia urbana a Torino e Milano

Lancio di oggetti contro gli agenti da parte dei dimostranti nei pressi della Stazione Centrale a Milano.

Lancio di oggetti contro gli agenti da parte dei dimostranti nei pressi della Stazione Centrale a Milano.

Keystone / Paolo Salmoirago

La prima chiusura di bar e ristoranti alle 18 è coincisa lunedì sera in proteste in varie città che soprattutto a Torino e Milano sono degenerate in vandalismi e scontri con le forze dell'ordine.

Nella città della Mole sono stati fermati dieci dimostranti e due agenti sono rimasti feriti negli scontri, nel capoluogo lombardo il bilancio è di 28 fermi e un poliziotto ferito.

A Milano, dal corteo non autorizzato di circa cento persone che ha sfilato lungo Corso Buenos Aires, si sono staccati dimostranti che hanno danneggiato gli arredi esterni di bar e ristoranti, rovesciato cassonetti e divelto transenne. Una molotov è stata lanciata verso un'auto dei vigili urbani senza raggiungere però il bersaglio.

Scene analoghe a Torino dove i manifestanti hanno occupato le zone del centro, tra Piazza San Carlo, Via Roma e Piazza Castello. Davanti al Palazzo della Regione sono iniziati i lanci di bottiglie e bombe carta contro la polizia che a sua volta ha risposto con cariche di alleggerimento.

I facinorosi, in maggioranza giovani, si sono quindi sfogati contro le vetrine di alcuni negozi, che sono stati anche saccheggiati, e hanno appiccato un fuoco nei pressi del Teatro Regio. Un giornalista è stato colpito alla testa da una bottiglia e ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.

Secondo il Viminale gli autori dei vandalismi sono militanti di estrema destra e ultras infiltrati tra ristoratori, commercianti e lavoratori precari che protestano contro il decreto governativo (Dpcm) e le ordinanze regionali dello scorso fine settimane.

Norme che hanno imposto nuove restrizioni orarie a bar e ristoranti e chiusure di palestre, cinema e teatri in seguito alla crescita esponenziale dei contagi di coronavirus nelle ultime settimane.

La rabbia e la frustrazione delle persone toccate dalle misure, indicano fonti del Ministero degli interni, sono terreno fertile per alimentare la tensione nel paese da parte di estremisti e si temono possibili strumentalizzazioni nelle prossime manifestazioni. Il malcontento infatti dilaga e le categorie più colpite hanno annunciato ulteriori mobilitazioni nelle piazze per i prossimi giorni.  

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 27.10.2020)

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