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Burqa e niqab vietati in Lombardia

Modificato dalla Giunta Maroni il regolamento di accesso a ospedali e uffici regionali

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2015 - 18:12

Come ampiamente annunciato la Lombardia ha inasprito le disposizioni contro burqa, niqab e tutti gli altri indumenti che occultano il volto (caschi, passamontagna). La giunta lombarda ha infatti approvato la modifica al regolamento per l'accesso alle strutture regionali e agli ospedali, vietando espressamente l'ingresso a chi si presenta con volto coperto.

La decisione, promossa in particolare dalla Lega Nord dopo gli attentati jihadisti di Parigi, non costituisce una novità assoluta, dal momento che a livello nazionale (Testo unico del 1975) vige già il divieto di presentarsi in pubblico mascherati "senza giustificato motivo", ma nella pratica la giurisprudenza ha finora riconosciuto le eccezioni alle norme fondate su motivi religiosi.

"Abbiamo adeguato il regolamento e ora chi controlla gli ingressi potrà non far entrare chi si presenta con il volto coperto", ha spiegato il governatore lombardo Roberto Maroni. I dirigenti delle strutture sanitarie hanno tempo fino al 31 dicembre per adeguarsi. Da gennaio sarà quindi vietato l'accesso negli edifici regionali alle donne che indossano burqa e niqab mentre hijab, khimar e chador sono indumenti consentiti.

Intanto il nuovo prefetto di Milano Alessandro Marangoni invita i milanesi a non aver paura e di vivere la città sotto le festività con serenità.

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