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Bologna invasa dalla Lega

30mila leghisti in Piazza Maggiore a due passi dal sacrario dei partigiani. Non sono mancati gli scontri. Cronaca di una giornata particolare

Nessuno avrebbe pensato che un giorno Bologna avrebbe ospitato trentamila leghisti. Invece, oggi, Piazza Maggiore era stracolma. A due passi dal sacrario dei partigiani.

Matteo Salvini l'ha scelta per vendicarsi di quei ragazzi dei centri sociali che un anno fa attaccarono la sua auto per evitare che entrasse in un campo rom del quartiere Bolognina.

E insieme alla Lega Nord con i suoi Calderoli, Bossi e Zaia, anche Giorgia Meloni. Il suo comizio scalda la folla ma a margine, la leader di Fratelli d'Italia non risponde sulla sua scalata al Campidoglio.

Silvio Berlusconi, invece, trova una folla molto divisa: non sono molti quelli che vedono bene il suo avvicinamento alla Lega. Tanti i fischi mentre il Cavaliere parla dal palco con tono stanco e non degno di lui. Paragona l'attuale governo di centrosinistra ad un regime e Renzi al Duce, mentre tra il pubblico ci sono molti giovani che non nascondono la loro stima per Mussolini.

E mentre in piazza i leghisti si sentivano protetti da infiniti cordoni di agenti che hanno blindato la città, migliaia di persone sfilavano in lunghi cortei che sono finiti in violenti scontri. Alcuni agenti sono stati colpiti dalle bombe carta e non è ancora certo se ci siano feriti tra i manifestanti.

Un gruppo di antagonisti è riuscito ad avvicinarsi al centro città e la polizia ha dovuto dividere le due fazioni. Un giovanissimo leghista ha lanciato una lattina di birra verso gli studenti ed è partita una nuova pioggia di manganellate. Ma verso gli studenti.

Eva Pedrelli

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