Biotecnologie Moderna e il suo vaccino approdano in Svizzera

Macchinario industriale che riempie/etichetta provette

La svizzera Lonza ha firmato con Moderna un contratto di collaborazione di 10 anni e investirà 210 milioni di franchi in tre linee di produzione.

RSI-SWI

L'azienda statunitense Moderna, specializzata nell'esplorazione di principi terapeutici e vaccini, ha annunciato mercoledì la creazione di un "hub regionale" e di un'organizzazione commerciale in Svizzera. È la prima volta fuori dal nord America per la società, con la quale la Confederazione ha sottoscritto un accordo per la fornitura di 4,5 milioni di dosi mRNA-1273, vaccino contro il Covid-19 in fase sperimentale.

Lo scorso maggio, l'impresa USA di biotecnologie e la multinazionale chimica basilese Lonza avevano annunciato una collaborazione strategica, volta a rendere possibile una produzione su scala più ampia a livello globale, da parte di Lonza, del mRNA-1273 e di altri preparati di Moderna.

"Per la Svizzera si tratta di una formidabile opportunità di portare avanti il suo ruolo di leadership nell'innovazione e nel comparto biofarmaceutico, a beneficio della società a livello globale", ha detto il numero uno della nuova unità aziendale Dan Staner, che viene da 25 anni di esperienza nel settore farmaceutico globale.

Vaccino "swiss made"

In effetti è proprio in uno stabilimento svizzero, in Vallese, che si produrrà l'ingrediente base per quello che molti considerano uno fra i vaccini più promettenti contro il Covid.

"Rispetto ai vaccini classici, qui non utilizziamo il virus o una forma diciamo "disattivata" del virus, ma solo una parte del suo materiale genetico", spiega il responsabile di Ibex Lonza, Torsten Schmidt. "In questo modo siamo in grado di accelerare la produzione del vaccino".

A tempo di record -otto mesi invece di due anni- saranno approntate tre linee di produzione da circa 100 milioni di dosi l'anno ciascuna. Un progetto intrapreso quattro mesi fa, nel quale Lonza ha investito 210 milioni di franchi e per il quale assumerà 200 collaboratori.

Una produzione che, in caso di insuccesso del mRNA-1273, potrà virare verso altri vaccini.

Nel servizio RSI, l'intervista al direttore di Lonza Visp Renzo Cicillini.


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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 17.09.2020)

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