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Aumenta la povertà in Italia

Un uomo raccoglie scarti di cibo, abbandonati alla chiusura di un mercato di strada keystone

Eurostat: la Penisola è tra i Paesi europei che registrano il maggior aumento del rischio di indigenza ed esclusione sociale

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2016 - 15:43

L'Italia è tra i paesi europei che, tra il 2008 e il 2015, hanno registrato i maggiori aumenti del rischio di povertà ed esclusione sociale. Lo ha reso noto oggi, lunedì, Eurostat. I dati parlano di una crescita di 3,2 punti percentuali, che collocano l'Italia al quarto posto, alle spalle di Grecia (più 7,6), Cipro (più 5,6) e Spagna (più 4,8).

La vicina penisola figura al settimo posto tra i 28 per la percentuale di popolazione in difficoltà (28,7%). In Italia i poveri sono quindi cresciuti, negli ultimi sette anni, da 15 milioni a quasi 17,5 milioni. In Europa, invece, la tendenza si è invertita e i livelli sono ritornati a quelli pre-crisi (con il 23,7%) nel 2015, esattamente lo stesso valore del 2008.

In base alla fotografia scattata da Eurostat, i paesi con la popolazione più povera, oltre un terzo, sono Bulgaria (41,3%), Romania (37,3%) e Grecia (35,7%), seguite da Lettonia (30,9%), Lituania (29,3%) e Cipro (28,9%) e, al settimo posto, dall'Italia (28,7%), a sua volta seguita dalla Spagna con una percentuale simile.

ATS/M.Ang.

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