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Archeologi italiani mostrano scempi dell'Isis

Una ricerca basata su fotografie satellitari mostra quanto il patrimonio iracheno sia danneggiato; l'ultimo colpo: un antico monastero cristiano

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 gennaio 2016 - 21:15

L'autoproclamato Stato Islamico ha raso al suolo il più antico monastero cristiano dell'Iraq, il monastero di Sant'Elia vicino a Mosul. La conferma è giunta qualche giorno fa.

Si tratta di un nuovo duro colpo al patrimonio artistico iracheno, già fortemente danneggiato, come testimonia una ricerca basata su fotografie satellitari condotta da un team di archeologi italiani.

Nel rapporto conclusivo di Alessandro Bianchi [cfr. video sopra], tutti gli scempi dell'Isis visti dal satellite: una spianata di cemento dove sorgeva una moschea del XVII secolo, un cantiere (forse palazzine abitative) là dove c'era un santuario del Trecento, e nuovi scavi nell'antica Ninive, forse per il lucroso mercato clandestino.

Bianchi, in realtà, ha ispezionato per ora un solo governatorato iracheno occupato, quello di Mosul. Ora passerà ai restanti quattro, e saranno altre, fotografie impietose.

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