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Appalti truccati nella sanità, 21 indagati in Lombardia

Fabio Rizzi fabiorizzi.org

In carcere Fabio Rizzi, consigliere regionale della Lega e braccio destro di Maroni, per presunte tangenti ricevute dall'imprenditrice Maria Paola Canegrati

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2016 - 18:13

Il presidente della Commissione regionale sanità Fabio Rizzi è finito in carcere con l'accusa di associazione a delinquere nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità negli appalti odontoiatrici condotta dalla Procura di Monza e che vede indagate 21 persone. Fabio Rizzi (braccio destro del governatore Roberto Maroni ed estensore della riforma sanitaria regionale) e il suo stretto collaboratore si sarebbero adoperati per favorire Maria Paola Canegrati, imprenditrice a capo di un complesso sistema corruttivo connesso alle esternalizzazioni dei servizi odontoiatrici negli ospedali lombardi.

Le aziende riconducibili alla Canegrati (finita anch'essa in carcere), in particolare la Elledent e la Service Dent, avrebbero assunto in 10 anni una posizione di monopolio nel mercato sanitario regionale, aggiudicandosi sistematicamente le gare d'appalto, divenute una mera formalità, grazie alle aderenze politiche a livello locale che gli avrebbero garantito un giro d'affari di 400 milioni di euro.

Nel fascicolo dell'inchiesta è riportato che Rizzi e Longo si sarebbero attivati per l'ottenimento da parte delle società riconducibili alla Canegrati degli appalti delle aziende ospedaliere Istituti clinici di perfezionamento e Ospedale di Circolo di Busto Arsizio e per incentivare i contatti con strutture provate accreditate con il Sistema sanitario regionale. Da un'intercettazione telefonica emerge inoltre che la campagna elettorale del consigliere regionale della Lega Fabio Rizzi sarebbe stata interamente finanziata con i contributi dell'imprenditrice Canegrati.

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