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TAV bocciata dagli esperti indicati dal Ministero

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Questo contenuto è stato pubblicato il 10 gennaio 2019 - 19:23
tvsvizzera/afp/spal con RSI (Tg del 10.1.2019)

Il gruppo di esperti incaricato dal Ministero dei trasporti italiano avrebbe fornito un’analisi tecnica sui costi-benefici negativa riguardo alla futura linea Torino-Lione.

La notizia è emersa al termine del vertice di governo sui migranti che si è tenuto a Palazzo Chigi. Il rapporto consegnato al governo viene definito una "bozza preliminare" ma è indicativo dell’orientamento della commissione. Le stesse fonti hanno anche precisato che nessuna decisione in merito è stata presa dall’esecutivo che evidentemente intende riflettere sulla questione che vede su posizioni diametralmente opposte i due alleati di governo M5S e Lega.

Da indiscrezioni di stampa risulta che secondo gli esperti, che tengono le bocche cucite, l’infrastruttura ferroviaria non raggiungerebbe la soglia di profitto del 3,5%, al di sotto della quale l’opera non verrebbe considerata “strategica” da parte dei pentastellati.

In un comunicato il Ministero dei trasporti ha voluto precisare che “l’analisi di carattere tecnico ed economico e l’analisi giuridica saranno debitamente condivise con Francia, Commissione europea e in seno al governo prima della loro pubblicazione”. In proposito il premier Giuseppe Conte a fine anno aveva dichiarato che l’esecutivo avrebbe fatto il possibile per comunicare la decisione prima delle elezioni europee di maggio.

Invisa alla base grillina, la Tav è invece sostenuta dalla Lega, partito storicamente espressione dei ceti produttivi settentrionali, e il vicepremier Matteo Salvini si è subito detto favorevole a un referendum in caso di bocciatura dell’infrastruttura. La galleria ferroviaria di 57,5 chilometri, destinata al traffico merci, richiede un investimento di 8,6 miliardi di euro, in parte finanziati dall’Ue.   

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