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Tax free da 70 euro in Italia: un’iniziativa che punta ai ticinesi?

prosciutti appesi in un supermercato
La diminuzione della soglia per il rimborso dell'IVA favorirà ulteriormente il turismo degli acquisti dalla Svizzera? © Keystone / Ti-press / Pablo Gianinazzi

Dal primo febbraio l'Italia abbasserà la soglia per il rimborso dell'IVA. La misura preoccupa i commercianti del cantone, ma il vero target è un altro.

“Il turista svizzero, su un volume di 100, per noi varrà il 5-6% su quello che è il tax free shopping in Italia”: getta acqua sul fuoco Stefano Rizzi, managing director, ossia amministratore delegato di Global Blue Italia, contattato dalla RSI presso la sede di Milano.

Dal prossimo primo febbraio anche i ticinesi che fanno acquisti oltrefrontiera potranno ottenere un rimborso dell’IVA italiana già a partire da uno scontrino unico da 70,01 euro (contro la precedente soglia minima di 154,94 euro) sull’acquisto di beni ad uso personale. In Ticino la novità, introdotta con l’approvazione a fine dicembre a Roma della Legge di Bilancio 2024, è stata letta da alcuni come un colpo basso. L’ultima mossa per accrescere il già florido turismo della spesa nei supermercati italiani.

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Non è proprio così, spiega Rizzi, che è il responsabile per l’Italia di Global Blue, società internazionale che ha il proprio core business nel rimborso dell’IVA ai turisti stranieri (non è naturalmente la sola opzione a disposizione del cliente, ci sono anche alcuni commerci che offrono un servizio automatico di tax free refund).

Se lo interpelliamo è per capire cosa ha portato al minimo dei 70 euro (che ha sorpreso tutti in Ticino). “È semplicemente – risponde Rizzi – l’Italia che si adegua alle scelte fatte negli ultimi anni da diversi Paesi dell’UE per attrarre sempre di più il turismo internazionale. Ci sono realtà, come la Spagna, dove la soglia per il tax free shopping è stata addirittura eliminata. Noi l’abbiamo dimezzata e non va dimenticato che l’Italia era tra i Paesi con la soglia più elevata in Europa. Non c’era nessuno con un minimo di 154 euro, che altro non sono che un’eredità delle vecchie 300’000 lire”.

Perdita di gettito o piuttosto più indotto

L’abbassamento della soglia è stato messo a punto dal Ministero del Turismo italiano che sul tema ha sentito anche il parere di Global Blue e di altre aziende del ramo: “Abbiamo espresso il nostro sostegno”, conferma Rizzi, aggiungendo che i 70 euro “sono stati visti come un investimento e non una perdita di gettito per le casse dello Stato. Un vero e proprio investimento per l’indotto che porterà questa scelta”.

Nel mirino, continua l’AD di Global Blue Italia, non c’era quindi il ticinese che fa la spesa a Como o a Ponte Tresa: “Ma il turista straniero che non dovrà più rinunciare al tax free per gli acquisti di 80, 90 o 120 euro. Pensiamo ai cinesi, i cui tour in Europa erano così importanti fino al 2019, prima del Covid-19. Per cultura questi turisti hanno l’abitudine di portare a casa cinque, sei, sette piccoli regali, ma succedeva che facessero questi acquisti in altri Paesi europei perché in Italia la soglia del tax free era più alta”.

Stesso discorso, “per i turisti inglesi. Da italiano mi spiaceva che scegliessero altre destinazioni per gli acquisti”. L’indotto, si diceva, va però oltre i negozi. “La possibilità di fare tax free shopping può spingere il turista a restare un giorno in più in un Paese piuttosto che in un altro. Da qui i benefici anche per il settore alberghiero”. Il nuovo minimo per il rimborso IVA apre inoltre, continua Rizzi, “a quel mercato artigianale che caratterizza l’Italia ed è molto presente in Umbria, Toscana e Lazio. Posso fare l’esempio delle lavorazioni in cuoio, penso a quegli oggetti, come portafogli e cinture, il cui prezzo non arriva a 154 euro”.

Tax free shopping già a livelli record

Ma non solo. Dal primo febbraio sarà agevolato l’accesso degli stranieri a categorie merceologiche in precedenza meno convenienti. “In Spagna si è visto con le farmacie che vendono i prodotti di cosmesi o con le profumerie”.

Detto che la novità, secondo l’AD di Global Blue Italy, va colta “da un punto di vista dell’Europa”, cionondimeno avrà anche un impatto a livello locale. “Non ho il dato per il solo Ticino, ma quello generale dei turisti svizzeri. Più in generale posso dire che, fatta l’eccezione, per ovvi motivi, dei cinesi e dei russi, lo shopping tax free in Italia nel 2023 ha superato la soglia raggiunta nel 2019. Per il 2024 prevediamo di fare ancora meglio grazie anche al contributo proprio della Cina che a febbraio festeggia il suo Capodanno, da sempre uno dei momenti preferiti per i viaggi all’estero”.

Federcommercio: “La Svizzera reagisce in ritardo”

Oltre che dai cinesi, un contributo all’indotto italiano arriverà verosimilmente anche dai… ticinesi. Uno scenario che tra i commercianti del cantone è visto con preoccupazione, come ci conferma Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio.

Il tema sarà discusso in un incontro che l’associazione terrà questo giovedì con i propri associati. “Chiaramente su questo fronte non abbiamo mai tregua – dice la presidente -. Rilevo solo che il Parlamento italiano ha accettato la modifica e l’ha messa in atto dal primo febbraio, mentre invece le autorità federali hanno in consultazione a fine marzo un progetto per dimezzare il limite di esenzione (dell’IVA svizzera sulle merci in entrata che dovrebbe passare dagli attuali 300 franchi a 150, ndr). Per cui noi siamo in ritardo, loro (gli italiani, ndr) invece ci hanno anticipato”.

Amarezza a parte per la disparità dei tempi di reazione, secondo la presidente di Federcommercio il rimborso dell’IVA italiana a partire dai 70 euro d’acquisto non cambierà verosimilmente le abitudini dei consumatori. In altri termini non dovrebbe portare più ticinesi, degli attuali, a fare la spesa in Italia: “Ma prima di aggiungere altro, vorrei sentire l’opinione dei nostri associati”.

Code per il tax free? “Non più che per acquistare una cicca”

L’aumento del tax free shopping appare in ogni caso scontato. Ciò è visto dalla rete dei punti di rimborso Global Blue in Ticino più come un’opportunità che come un problema. Detto altrimenti, la richiesta aumentata appare gestibile. “Per nostra fortuna il sistema su cui operiamo per l’elaborazione del rimborso è diventato molto più dinamico rispetto al passato – dice Maurizio Zoni, responsabile per ECSA delle stazioni di servizio -. L’acquisizione dei dati risulta infatti molto veloce. In termini di tempo non c’è molta differenza tra vendere un pacchetto di gomme da masticare o fare un rimborso dell’IVA”.

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