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Sventata rapina a portavalori, sette a giudizio

Il Procuratore capo Nicola Respini ©Tipress

L'inchiesta "Duomo" approda in aula; i sei malviventi fermati a Castelrotto e il "settimo uomo" rischiano fino a 5 anni

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 maggio 2016 - 22:33

L'inchiesta "Duomo" si appresta ad approdare in aula. Lunedì, il procuratore capo Nicola Respini ha infatti rinviato a giudizio i sette italiani arrestati per il mancato colpo al furgone portavalori, che sarebbe dovuto avvenire sul piazzale della Coop di Caslano.

I sei autori materiali furono presi a Castelrotto la mattina del 16 ottobre scorso, mentre si apprestavano a compiere il colpo. Il settimo uomo (l'unico tornato nel frattempo a piede libero) finì in manette successivamente.

I primi dovranno rispondere di tentata rapina aggravata e infrazione alla legge federale sulle armi e sulle munizioni. Quattro di loro anche del reato di furto d'uso (quello del veicolo poi utilizzato). Per l'ultimo imputato, che dietro compenso aveva trasportato in auto uno membro del gruppetto, l'ipotesi è invece di complicità in tentata rapina aggravata.

Francesco Lepori

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