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Sventata rapina, il bottino era di mezzo milione

Lo dichiara uno dei sei malviventi arrestati a Castelrotto; la magistratura cerca un complice in Ticino; nel servizio, la registrazione audio dell'arresto

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2015 - 19:26

Mezzo milioni di franchi. È questo, stando a uno dei sei pregiudicati italiani arrestati venerdì a Castelrotto, il bottino del furgone portavalori che la banda aveva intenzione di assaltare nel Luganese.

Il piano, sostengono gli imputati sentiti dal procuratore pubblico Nicola Respini, era di tornare immediatamente in Italia. Tesi che gli inquirenti ritengono però poco probabile: si sospetta l'esistenza di un complice in Ticino, il quale -oltre a indicare l'obiettivo della rapina- dopo il colpo si sarebbe adoperato per nascondere i sei e il denaro.

Intanto la Squadra mobile di Milano, che ha effettuato la segnalazione da cui è scaturita questa operazione congiunta di Polizia cantonale e Forze dell'ordine italiane, ha diffuso la registrazione dei dialoghi tra i malviventi al momento dell'arresto [cfr. video sopra].

Oltre a piazzare una cimice sul veicolo dei rapinatori, gli inquirenti italiani hanno anche filmato i sei, mentre in un parcheggio preparano l'assalto. La procura di Milano ha diffuso le immagini.

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