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Stranieri, niente permesso se si beneficia di assegni statali

Fa discutere una decisione del Canton Ticino nei confronti di una donna sposata con uno svizzero, il sindacato OCST insorge

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 agosto 2015 - 21:47

Per ottenere il permesso di domicilio nel Canton Ticino non si può essere al beneficio di un assegno dello Stato. È quanto è emerso dalla vertenza che ha coinvolto il sindacato di ispirazione cattolica OCST con il Dipartimento cantonale delle Istituzioni, alla cui testa c'è l'attuale presidente del Governo, il leghista Norman Gobbi.

Per il sindacato si tratta di una misura che non rispetta il principio di proporzionalità ed è discriminatoria, dal momento che colpisce unicamente i cittadini stranieri. Il casus belli riguarda una donna con permesso di domicilio - il cui coniuge ha ottenuto, analogamente ai figli, la cittadinanza elvetica - che si è vista ricevere un ammonimento, con minaccia di revoca del permesso di domicilio, dalle autorità cantonali poiché beneficiaria di assegni familiari integrativi.

Bellinzona cita a sostegno della sua posizione, che sostanzialmente parifica gli assegni familiari all'aiuto sociale, una recente decisione del Tribunale amministrativo cantonale. La richiesta di tali assegni presuppone il fatto che il cittadino straniero non è in grado di autosostenersi finanziariamente e per questo motivo non ha il diritto di ottenere un permesso di residenza, sostiene il Cantone che intende lottare contro presunti abusi. Ma l'OCST non è d'accordo e intende dare battaglia.

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