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Sciopero ad oltranza alla Exten di Mendrisio

La direzione non intende revocare il taglio del 26% sui salari e i lavoratori si astengono dal lavoro. È il primo caso in Ticino quest'anno

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 febbraio 2015 - 19:42

Scoppia la rabbia dei lavoratori alla Exten di Mendrisio, impresa attiva nella produzione di plastiche, dopo l'annuncio da parte della direzione di tagli salariali del 26% per i frontalieri (circa il 90 per cento dei dipendenti) e del 16% per i residenti. Dall'alba gli operai si astengono dal lavoro e dopo un infruttuoso tentativo di conciliazione è stato deciso lo sciopero ad oltranza.

I dirigenti dell'azienda, che nei giorni scorsi avevano incontrato singolarmente il centinaio di propri collaboratori, non hanno infatti voluto revocare le misure anticrisi, motivandole con il nuovo quadro venutosi a creare in seguito alla rivalutazione del franco svizzero che sta penalizzando le imprese rossocrociate. Ma sull'altro fronte si critica l'entità della misura, che comporta il taglio di un quarto dei salari.

Altre aziende ticinesi, soprattutto quelle con prevalente manodopera frontaliera, avevano comunicato nei giorni scorsi provvedimenti analoghi che in buona parte erano stati accettati. E soprattutto nessuno finora era passato a manifestazioni di protesta o a forme di agitazione. Ma il moltiplicarsi di queste misure sta portando a un oggettivo peggioramento del clima all'interno delle fabbriche.

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