Salute pubblica Cianobatteri nel Ceresio, meglio non fare il bagno

Uomo di schiena seduto su una stuoia in riva al lago, dietro di lui un barboncino

I cani corrono rischi ancora maggiori, poiché bevono l'acqua del lago (immagine d'archivio).

© Keystone / Ti-press / Pablo Gianinazzi

Un'alta concentrazione di cianobatteri nel Lago di Lugano (Ceresio) ha spinto le autorità del Canton Ticino, martedì, a raccomandare di non farvi il bagno e lavarsi accuratamente se venuti a contatto con le acque interessate dalla proliferazione di tali batteri, impropriamente chiamati anche alghe azzurre. Presenti per natura nel bacino italo-svizzero, a queste concentrazioni possono risultare tossiche.

"In questi ultimi giorni abbiamo monitorato la situazione e notato un peggioramento", dichiara Nicola Forrer, direttore del Laboratorio cantonale ticinese. "Se all'inizio le alghe erano presenti soprattutto nella zona del golfo di Agno, adesso si sono estese in tutto il bacino sud del Ceresio e in alcuni punti del bacino nord."

Una proliferazione visibile anche a occhio nudo [video sotto]. "Se si riscontra una colonia, che alla vista è come delle piccole particelle verdi che si muovono con la corrente", ha spiegato Forrer a RSI News, "è meglio non fare il bagno né sport acquatici".

Il bacino sud del Lago di Lugano (quello a sud del ponte-diga di Melide) bagna l'Italia tra Lavena Ponte Tresa e Porto Ceresio.

La crescita dei cianobatteri è favorita dalle alte temperature. Numerose specie sono capaci di produrre tossine che agiscono a livello nervoso ed epatico e, se ingerite, possono essere esiziali anche per l'uomo se in acqua vi sono concentrazioni molto alte. Concentrazioni che si abbassano dopo il passaggio di temporali e piogge.

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Le tossine sviluppate dai cianobatteri riscontrati nel Ceresio possono provocare reazioni cutanee e, in caso di ingestione, sintomi gastrointestinali. Assunte per un lungo periodo potrebbero avere anche effetti negativi anche sul fegato.

La raccomandazione in presenza di queste alghe, prosegue il direttore del Laboratorio, "è di evitare di fare il bagno e anche di far bagnare i propri animali, ad esempio i cani, poiché essi bevono quest'acqua" e, pulendosi in seguito il pelo, ingeriscono grandi quantità di queste alghe".

A fine luglio, una proliferazione di cianobatteri nel lago di Neuchâtel aveva causato la morte di sei cani e reso necessario il divieto di balneazione in una parte del bacino per alcuni giorni.

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tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 15.09.2020)

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