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Rapina a portavalori, tre rinviati a giudizio

Insieme ad altri due malviventi, lo scorso marzo ad Agno, fuggirono con un bottino mai recuperato di 160 mila tra euro e franchi

Sono state rinviate a giudizio tre delle cinque persone che in marzo, ad Agno, rapinarono un corriere portavalori, fuggendo con un bottino mai recuperato di 160mila tra euro e franchi. Alle Assise Criminali rischiano fino a cinque anni di carcere.

Il colpo risale alla mattina del 30 marzo. All'esterno di un ufficio cambi, minacciarono il corriere con una pistola – così sostiene la procura – e gli strapparono la borsa contenente il denaro, per poi darsi alla fuga.

La loro latitanza ebbe però breve. Il 14 maggio i tre italiani -di 62, 57 e 51 anni, tutti residenti in Lombardia- vennero infatti arrestati. La polizia li fermò nel Mendrisiotto, mentre si preparavano – sempre secondo gli inquirenti – a compiere altri assalti.

Pochi giorni più tardi, oltre confine finirono in manette gli ultimi due componenti della banda, un 33enne e un 73enne, pure lombardi. Nei loro confronti è tuttora pendente la domanda di estradizione.

La settimana scorsa gli altri sono stati invece rinviati a giudizio. Contro il terzetto, alle Assise Criminali la procuratrice Pamela Pedretti chiederà una pena compresa tra i due e i cinque anni di carcere.

Rapina aggravata e atti preparatori punibili alla rapina le accuse principali di cui dovranno rispondere in aula. Accuse alle quali si aggiunge quella legata al furto della targa messa sulla moto utilizzata ad Agno.

I tre, difesi da Didier Lelais, Roberto Rulli e Andrea Sanna, ammettono solo parzialmente gli addebiti. Contestano l'uso della pistola in Contrada San Marco, e negano il fatto che in maggio stessero organizzando un nuovo colpo (stavolta a un ufficio cambi di Chiasso).

Tutti e tre si trovano già in regime di espiazione anticipata della pena.

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