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Protesta durante la prova sirene "Un sistema d'allarme anche per noi sordi"

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Un gruppo di persone sorde o deboli d’udito ha manifestato mercoledì a Lugano, a margine dell’annuale prova delle sirene della protezione civile. Chiedono l’introduzione di un sistema d’allarme per avvertire dei pericoli anche chi non può sentire il segnale acustico.

In Svizzera sono installate circa 5’000 sirene fisse per dare l’allarme generale (AG) alla popolazione; circa 600 di queste sono utilizzate anche per l’allarme acqua (AA). Sono inoltre disponibili più di 2’000 sirene mobili, impiegate soprattutto in regioni poco abitate o per sopperire al mancato funzionamento di quelle fisse.

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“Le persone udenti sentono immediatamente l’allarme e possono scappare”, osserva Marcello Conigliaro, uno dei manifestanti. “Noi sordi no, ed è un rischio, un pericolo per la nostra vita. Servirebbe qualcosa, come un’app sul cellulare o l’invio di un sms; i sordi sono diecimila”.

Durante la prova delle sirene, Conigliaro è rimasto immobile per rappresentare l’impossibilità di reagire per i non udenti durante un allarme.

Il flash mob è stato promosso dalla Federazione svizzera dei sordi per rivendicare gli stessi diritti degli udenti, come già avviene nella regione di Basilea. Anche la Confederazione, a dire il vero, sta effettuando uno studio per capire come e quali altre misure adottare.

La prova annuale delle sirene è effettuata in tutta la Svizzera il primo mercoledì di febbraio. La popolazione, alla quale non è richiesta l'adozione di misure di comportamento e protezione, è informata in anticipo sulla prova attraverso spot radiotelevisivi e comunicati stampa.

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La prova delle sirene in Ticino si è svolta quasi secondo i piani: nelle ore precedenti, tre allarmi sono stati fatti partire per errore.

“In caso di vero allarme”, precisa il responsabile del servizio protezione civile Giuseppe Prezzemoli, “la popolazione deve ascoltare la radio e informare i vicini. In caso di allarme acqua, invece, si deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle indicazioni delle autorità.”

(Ufficio federale della protezione della popolazione UFPP)


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tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 01.02.2017)

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