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Prendere casa oltre confine: quando il Ticino è troppo caro

operaio al lavoro
Diventare frontalieri per risparmiare sul mattone. Keystone / Gaetan Bally

Spinti dai costi immobiliari proibitivi in Ticino, un numero crescente di residenti, in particolare giovani famiglie, si trasferisce nelle zone di confine in Italia per acquistare casa, diventando così pendolari transfrontalieri.

In canton Ticino acquistare un’abitazione è diventato proibitivo per molte persone. Eloquente un dato sopra tutti: il prezzo al metro quadrato in Ticino supera abbondantemente il doppio di quello delle zone italiane confinanti. Una differenza che sta spingendo sempre più residenti, soprattutto giovani famiglie e lavoratori pendolari, a rivolgersi al mercato immobiliare italiano, come rivela il servizio della trasmissione Falò della Radiotelevisione della Svizzera italiana RSI del 10 febbraio 2026.

Risparmiare, spostandosi a pochi chilometri (quando non a pochi metri) dal confine italo-svizzero, è il motivo principale di questa migrazione abitativa. In Italia è possibile trovare case o appartamenti più ampi, moderni e accessibili, spesso allo stesso prezzo di un monolocale o di un piccolo appartamento in Ticino. Per molte persone che desiderano investire nel mattone, quindi, la scelta appare quasi obbligata.

Il rovescio della medaglia: pendolarismo e qualità della vita

A fronte del vantaggio economico, emergono però nuove sfide. La vita quotidiana di chi vive oltre confine e lavora in Svizzera comporta tempi di spostamento più lunghi, traffico intenso sulle arterie transfrontaliere e una maggiore dipendenza dall’auto. Il pendolarismo può incidere sulla qualità della vita e ridurre parte del risparmio iniziale. Nonostante ciò, per molti la differenza di prezzo rimane decisiva. Stando a recenti statistiche, si calcola che più di 1’000 residenti ticinesi scelgono di traslocare ogni anno oltre confine e diventare così frontalieri.

Effetti sui mercati immobiliari

Il fenomeno, pur rimanendo ancora abbastanza limitato, sta ridisegnando anche gli equilibri immobiliari dei territori coinvolti. Alcune aree italiane vicine al Ticino stanno vivendo un aumento della domanda e, di conseguenza, dei prezzi, innescato proprio dall’interesse di lavoratori svizzeri o frontalieri. Allo stesso tempo, nel cantone più a sud della Svizzera cresce la preoccupazione per una progressiva difficoltà di accesso alla proprietà da parte della popolazione locale.

Burocrazia e aspetti pratici

Comprare in Italia non è comunque una passeggiata: le procedure amministrative sono più complesse, le tempistiche meno prevedibili e le normative diverse da quelle elvetiche. Aspetti che scoraggiano alcune persone, abituate all’efficienza svizzera, ma che nella maggior parte dei casi non rappresentano un ostacolo sufficiente a compensare il vantaggio del costo della casa e degli spazi ottenuti.

Non solo pendolari

Una domanda crescente che fa gola anche ad alcuni investitori svizzeri, che hanno deciso di ideare dei progetti adattati alle esigenze elvetiche. Sia per le persone ancora attive, sia per chi decide di passare gli anni della pensione in territorio italiano. “[Vogliamo] dare un’opportunità alle persone della terza età di mantenere lo stesso standard di vita cui sono state abituate ad avere in Ticino dopo l’età della pensione. Il potere economico in vecchiaia diminuisce e questa potrebbe essere la soluzione”, spiega l’architetto Aldo Celoria ai microfoni di Falò.

Il servizio di Falò del 10 febbraio 2026:

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