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Plastica, scoperta maxi frode

tipress

L’organizzazione criminale, comunicano le fiamme gialle di Como, era ramificata anche in Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 maggio 2014 - 13:47

La guardia di finanza di Como ha comunicato mercoledì di aver scoperto una maxi frode fiscale nel settore del commercio all'ingrosso di plastica: 14 le imprese nazionali ed estere coinvolte e 23 le persone, tutte italiane, responsabili di reati fiscali, contrabbando, falso ideologico e associazione per delinquere transnazionale.

L'organizzazione era ramificata pure in Svizzera e UE ed era diretta da un campano, tuttora latitante, a capo di una holding elvetica rappresentata in Italia da un commercialista comasco.

Sono state introdotte in Italia migliaia di tonnellate di materia prima, falsificando la documentazione doganale. Il mancato pagamento dell'IVA ha permesso di vendere la merce a prezzi stracciati, permettendo così agli organizzatori di realizzare ingenti profitti.

Le indagini hanno permesso di ricostruire l'emissione e l'utilizzo di fatture false per 170 milioni di euro, ricavi non dichiarati per 62 milioni e 7 milioni di euro di IVA non pagati. Il danno erariale è di 50 milioni. Sono pertanto stati sequestrati a titolo preventivo beni per 47 milioni.

LudoC.

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