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Più reati economici in Ticino

Crescono le denunce di bancarotta e cattiva gestione societaria. Nel 2015 gli arresti sono stati 28

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 aprile 2016 - 12:53

Sono aumentate nel 2015 del 24% rispetto alla media del periodo 2010-2014 le inchieste della Sezione reati economico-finanziari (REF) della polizia cantonale ticinese in relazione a questo genere d'illeciti. Si tratta in prevalenza di indagini che rendono necessarie accurate verifiche di documenti e informazioni.

In un comunicato diffuso giovedì, la sezione ha spiegato d'aver lavorato a 267 inchieste, procedendo a 28 arresti, tre in meno rispetto all'anno precedente. Un altro aspetto evidenziato nella nota rileva come il Ticino, trovandosi pure a ridosso del polo economico lombardo, figuri più a rischio rispetto ad altre aree svizzere per quel che riguarda la criminalità economica.

Tra i reati più denuciati figurano la falsità in documenti, la truffa, l'appropriazione indebita, l'amministrazione infedele e il riciclaggio di denaro sporco. Sono in ascesa anche le denunce derivanti da reati fallimentari come bancarotta, riduzione di attivo a danno dei creditori e malagestione societaria.

EnCa

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