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Oncologia, cure biotecnologiche in arrivo

In Italia i nuovi farmaci stentano ad essere adottati. Motivo? I costi

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 ottobre 2015 - 11:35

Rivoluzione compiuta. Secondo l'Asco, la società americana di riferimento ci sono farmaci che colpiscono solo le cellule malate. Ma l'Italia arranca ad adeguarsi all' Ema (European Medical Agency). Per questo è nata una lista temporanea, (decreto Balduzzi d.l.13 settembre 2012, n. 158). la Cnn, a carico delle strutture ospedaliere. Ma molte aziende sanitarie non hanno budget, e così ne impediscono l'uso.

Italia fanalino di coda nell'adozione dei nuovi farmaci

Fino ad oggi l'Aifa (agenzia Farmaco Italiana) ha impiegato 300 giorni per recepirli, contro i 38 giorni della Germania, i 61 dell'Inghilterra e i 221 della Francia (fonte Farmindustria). Il ministero della Salute ha imposto all'Aifa un tetto (100 giorni) per ora disatteso. I prontuari regionali (PTOR, PTOP) sono ulteriori manovre dilatorie, a cui si sottraggono il Trentino Alto Adige, il Piemonte, la Lombardia e le Marche.

Le nuove cure

Solo per citarne alcuni, l'afatinib per il polmone, il Nivolumab per il melanoma, il Ramucirumab per lo stomaco, registrano un netto passo in avanti nella sopravvivenza: «Ma quanti nosocomi si possono permettere di acquistare farmaci che costano 1 milione di euro ciascuno?– spiega Paolo Marchetti, responsabile Oncologia S. Andrea di Roma – Le cure – conclude – devono essere decise in sede di conferenza Stato – Regioni per uniformare i protocolli in Italia»

Sabrina La Stella

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