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“Nessuna deroga per la pista da bob a Cortina”

La discesa di un bob sulla pista di St. Moritz.
La discesa di un bob sulla pista di St. Moritz. KEYSTONE

Se la pista veneta non sarà completata entro marzo 2025, i vertici dei Giochi olimpici si rivolgeranno all’estero e “St. Moritz è la località più papabile”.

Quando arriviamo c’è ancora l’odore di larice tagliato. Le ruspe e le motoseghe stanno andando senza sosta. Un soffice strato di segatura attutisce il rumore dei nostri passi.

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Dove c’era un lariceto storico oggi c’è un ammasso di alberi abbattuti. Si respira quest’aria a Cortina d’Ampezzo in una tiepida giornata di primavera, un paese, quello del Veneto, profondamente lacerato. 

Il servizio del settimanale della RSI “Falò”

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Mentre manca poco alle Olimpiadi di Parigi che inizieranno in luglio, continuano a far discutere i Giochi Olimpici che si terranno nel 2026 a Milano e Cortina. A tenere banco nelle scorse settimane è stato l’abbattimento di centinaia di larici secolari, tagliati per far spazio alla pista da bob a Cortina d’Ampezzo.

Ora a far discutere maggiormente sono invece i ritardi nei lavori, e soprattutto il rischio che la pista non venga costruita nei tempi previsti per i test di sicurezza. La data limite è quella del 15 marzo 2025. Altrimenti il rischio è che venga spostata all’estero: le opzioni più papabili sono Sankt Moritz o Innsbruck, in Austria.

“Due milioni ad atleta per una pista inutile”

A far discutere ci sono anche i costi della pista. Nel dossier di candidatura per le Olimpiadi di Milano-Cortina era previsto di ristrutturare il vecchio tracciato Eugenio Monti ormai in disuso. I lavori inizialmente fissati per il 2021 dovevano costare 50 milioni di euro, ma qualcosa è andato storto. Due gare d’appalto sono andate a vuoto peri tempi stretti di costruzione e per le difficoltà tecniche di realizzazione. 

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“Spendere 120 milioni di euro per la pista e aver distrutto questo patrimonio naturale. Per cosa? Per 59 atleti italiani dello sport di scivolamento. Più di 2 milioni di euro per l’atleta per due tre anni, cioè da quando abbiamo vinto il dossier di candidatura”, spiega alla RSI Luigi Casanova, presidente onorario dell’associazione di difesa dell’ambiente “Mountain Wilderness”.

Cortina: “Spenderemo meno per i costi di gestione”

Preoccupano inoltre i costi di gestione futuri della pista, che potrebbero essere a carico in buona parte del comune di Cortina d’Ampezzo. 

Intervistato dalla RSI, Gianluca Lorenzi, sindaco della località montana, spiega che si sta cercando di ridimensionare il piano finanziario fissato inizialmente a un milione e duecentomila euro l’anno, soprattutto lavorando sui costi energetici.

Lorenzi risponde inoltre alle critiche: “Cortina ha preso le Olimpiadi nel 2019, tutte le infrastrutture erano presenti già nel dossier di candidatura.La pista inoltre è in una zona già esistente, percorsa da una striscia di cemento. Oggi stiamo ristrutturando tutto.”

“Buttata nel cestino l’agenda 2020 del CIO”

Le critiche di questo potenziale pasticcio vengono indirizzate anche al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), responsabile ultimo dei Giochi Olimpici. “Il CIO dovrebbe essere garante della sostenibilità”, ci spiega Marina Menardi, giornalista che sul settimanale Voci di Cortina porta avanti la battaglia dei contrari alla pista.

“Il CIO si è sempre dichiarato contrario alla pista, ma poi si è rimangiato la parola. Mi sembra dunque che abbia gettato nel bidone dell’immondizia l’agenda 2020.” Agenda che ribadisce come il Comitato Olimpico si impegni per la tutela ambientale e la sostenibilità delle strutture.

E secondo Mendardi rischia anch’esso di fare una figuraccia: “Se a marzo 2025 la pista non sarà pronta si andrà all’estero, questa sarebbe veramente la beffa più grande.”

St. Moritz si dice pronta, ma…

E per quanto riguarda Sankt Moritz, Martin Berthod , presidente dell’Olympia Bobrun – la pista olimpica di bob – si dice pronto per ospitare i giochi. “Dobbiamo fare qualche lavoro sulla pista, ad esempio dei lavori alla luci, se ci sarà bisogno di illuminarla di notte.

Tuttavia dobbiamo saperlo per tempo. – spiega in un reportage andato in onda a Falò – Noi abbiamo bisogno di uno o due anni di anticipo per organizzare un tale evento, soprattutto per lasciare liberi i posti letto negli alberghi.” Quindi per Berthod avere una conferma di cambio di destinazione dell’evento olimpico dopo l’estate sarebbe troppo tardi. 

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Il direttore esecutivo dei Giochi Olimpici: “Nessuna deroga oltre il marzo 2025”

La RSI ha intervistato anche il direttore esecutivo delle Olimpiadi, Christophe Dubi, che supervisiona la gestione di tutti gli aspetti dei Giochi dalla fase di candidatura sino alla fine delle competizioni.

 “La nostra posizione è molto chiara – spiega Dubi – i lavori sono iniziati con estremo ritardo. Abbiamo statistiche che dimostrano che mai prima d’ora una pista è stata costruita in così poco tempo”. 

Quindi ci sta chiedendo se c’è un rischio? “Sì, c’è un rischio importante per il completamento di questo progetto di costruzione, che è complesso sotto diversi aspetti, soprattutto da quello tecnico per assicurare l’adeguata sicurezza”, risponde ai nostri microfoni.

“Se la pista sarà omologata nel marzo 2025, sarà sicuramente utilizzata per i Giochi Olimpici – continua Dubi -. Se invece non lo sarà, non ci saranno più deroghe. Se i lavori dovessero subire ritardi nel corso della prossima estate e del prossimo autunno, si dovrebbe decidere di sospenderli e di non procedere all’omologazione. Quindi, ovviamente, ci troveremmo in una situazione assolutamente terribile perché i lavori sarebbero iniziati, ma non potremmo utilizzare la pista. Questo è lo scenario peggiore”.

Sull’ipotesi di trasferire le competizioni degli sport di scivolamento all’estero, Dubi risponde così. “Spetta agli organizzatori decidere quale sia l’opzione più convincente. Ma la scelta è tendenzialmente a favore di Sankt-Moritz. Naturalmente, questo non è ancora confermato, perché c’è ancora molto lavoro da fare. Ma alla fine è l’opzione più vicina a Livigno, con una possibile sinergia se riusciamo a mantenere il colle aperto tra Livigno e Sainkt Moritz e questo potrebbe offrire un polo di attività olimpiche in questa regione, dunque questa è la soluzione privilegiata oggi.”

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